dal nostro inviato a Zurigo Luca Steens
A come Abraham: il maratoneta elvetico non è salito sul podio nella gara individuale, ma ha vissuto le prime grandi emozioni rossocrociate per il bronzo a squadre.
B come boato: quello riservato al trionfo di Kariem Hussein dal Letzigrund, mai esaurito ma sempre caloroso in generale con tutti i neo campioni europei. E in visibilio pure per il bronzo della squadra di maratona.
C come Cooly: la mascotte è stata efficacissima nel riempire i momenti di vuoto tra una corsa e un concorso, facendo sì che lo spettacolo sia stato costante.
D come Daniele: Angelella ha fatto la sua buona frazione assaporando appieno le emozioni di un Campionato Europeo, ma nemmeno con Hussein la 4x400m elvetica avrebbe avuto possibilità di finale.
E come extra: quelli proposti a fine giornata hanno accompagnato gli spettatori fuori dallo stadio su allegre note, gli stand al City Festival hanno fatto assaggiare momenti da protagonista ai fans.
F come Francia: dominatrice con gli inglesi di questi Europei con 23 medaglie (9 ori, 8 argenti, 6 bronzi), non ha lasciato però una bella immagine a livello di comportamento con le uscite sopra le righe di Mahiedine Mekhissi-Benabbad e Pascal Martinot-Lagarde.
G come Gran Bretagna: vincitrice del medagliere con 12 ori, 5 argenti e 6 bronzi, in questa 22a edizione ha superato quota 100 medaglie d’oro nella storia dei campionati continentali.
H come Hussein: “sii realista ma credi nell’impossibile”, un motto d’oro.
I come Irene: Pusterla ha mancato l’appuntamento di casa. Peccato per quei primi due salti troppo contratti e per quei 5cm che non le hanno permesso di entrare comunque in finale.
J come Joëlle: Golay, 25a delle batterie dei 200m, fuori dalle semifinali per 10 centesimi. Della 26enne di Losanna tra due giorni non si ricorderanno in molti, ma grazie a lei e all'impegno di molti altri elvetici la Svizzera ha potuto allineare addirittura 53 atleti al via.
K come Kambundji: un finale drammatico e triste, ma semplicemente straordinario quanto ha saputo proporre la 23enne sprinter elvetica prima, finalista sia nei 100m che nei 200m. Praticamente ad ogni apparizione un record nazionale.
L come Lavillenie: come l'ucraino Bondarenko nell'alto, non ha avuto rivali nell'asta. Per il francese un terzo titolo consecutivo, ma senza record dei CE.
M come mammine: quelle terribili che sono andate a prendersi il titolo continentale. La britannica Jo Pavey nei 10'000m, la ceca Barbora Spotakova nel giavellotto e la francese Christelle Daunay nella maratona.
N come nazionalità: tutti gli atleti finiti sul podio, ma non solo, dopo aver chiuso la loro fatica sono andati a cercarsi la bandiera del proprio paese. Non solo orgoglio da sponsor.
O come organizzatori: Patrick Magyar e la sua squadra hanno fatto un lavoro ottimo, nonostante le condizioni meteo davvero poco favorevoli. Vedremo se anche a livello finanziario il santo sarà valso la candela.
P come percorsi e pista: sia la maratona che la marcia, disegnate in città, sono state seguitissime da tifosi e curiosi. Una bella pubblicità per la città. Il nuovo tartan del Letzigrund ha regalato ottimi tempi. Non vediamo l'ora della Weltklasse.
Q come qualità: non ci saranno stati i grandi nomi dell’atletica mondiale, ma gli europei hanno dimostrato di poter regalare un ottimo spettacolo, con gare avvincenti e crono da record.
R come Röthlin: terza medaglia continentale (anche se questa non entra negli annali), una di ogni metallo. Ha salutato tutti con un’altra prestazione da signore. Immenso.
S come Sisters: Laura e Marie Polli hanno vinto la loro scommessa personale, con due tempi degni di nota nella 20km di marcia.
T come tram: sempre affollati ma capillari, hanno permesso spostamenti rapidi a tutti quanti. Gli unici però a non apprezzare le foglie di banano…
U come Usain: una fugace apparizione, tre risposte dovute allo sponsor, e poi via. Questa volte le star sono state altre.
V come volontari: più che in altre occasioni preparati a livello generale sulla manifestazione, in grado di orientare pubblico e addetti ai lavori anche fuori dal loro compito specifico. Meritati protagonisti della Cerimonia inaugurale.
W come doppia vittoria: quella messa a segno sia da Dafne Schippers che da Mo Farah. L’eptatleta olandese è diventata la regina dello sprint con una storica doppietta, mentre il britannico ha confermato di essere il miglior fondista.
X come X&%ç!!&%ç: il primo pensiero aprendo la finestra ogni mattino, tranne l'ultimo, scrutando il cielo nella speranza di vedere un raggio di sole.
Y come Yelena: Isinbayeva, una delle poche grandi assenti assieme a Blanka Vlasic.
Z come Zurigo: di sicuro tra le vincitrici di questa 22a edizione degli Europei.
Il vocabolario in immagini
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