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Lo spettro delle commozioni cerebrali

Un infortunio spesso sottovalutato ma dalle possibili gravi conseguenze

  • 06.05.2019, 20:37
  • 4 maggio, 21:16
Fabian Schär era rimasto in campo contro la Georgia

Fabian Schär era rimasto in campo contro la Georgia

  • rsi.ch
Di: RSI Sport 

È uno degli infortuni forse più sottovalutati, eppure le commozioni cerebrali nello sport sono frequenti e possono creare danni anche permanenti. I casi di atleti costretti a smettere con la competizione dopo aver subito un forte colpo non si contano ormai più, ma sono anche molti coloro che, non rendendosi conto della situazione, proseguono nella loro attività, rischiando problemi ancora più gravi.

Non si scherza con questi infortuni, possono cambiarti la vita

Pat Burgener

"Ipersensibilità alla luce e al rumore, vertigini, nausee e mal di testa", questa è stata la quotidianità di Virginie Faivre, tre volte campionessa del mondo di halfpipe freestyle e ora presidente del comitato di organizzazione dei Giochi Olimpici della Gioventù di Losanna 2020. "Troppo spesso c'è una negazione, si crede di avere tutto sotto controllo e si ha la tendenza a non voler affrontare la verità", ha ammesso la 36enne.

Snowboarder dalle evoluzioni incredibili come Pat Burgener, bronzo mondiale nell'halfpipe, ma anche giocatori di calcio, di hockey su ghiaccio o di football americano (cui è dedicato ad esempio il film del 2015 "Zona d'ombra"), fino a pattinatori artistici o fantini. Poco importa in quale disciplina si subisca, o se la stessa venga praticata a livello professionistico o amatoriale: la commozione cerebrale va sempre presa sul serio.

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Medicina sportiva, il servizio sulle commozioni cerebrali (Sport Non Stop 05.05.2019)

RSI Sport 05.05.2019, 19:19

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