Uno sport poco conosciuto al grande pubblico e una realtà non troppo grande, ma anche tanto attaccamento e una passione smisurata da parte della gente del posto per una squadra che vuole arrivare in alto. Tutto questo è il Roller Biasca, che a 40 anni dalla sua fondazione sente di avere tutte le carte in regola per andare a sedersi stabilmente sul trono nazionale: dopo il primo titolo svizzero del 2019, i ragazzi di coach Pablo Saez quest’anno hanno infatti già conquistato la Coppa Svizzera e vanno a caccia della doppietta nella finalissima best-of-five contro il Diessbach: “Cinque anni fa sono venuto qui dall’Argentina con l’ambizione di vincere tutto. Abbiamo dovuto aspettare anche troppo”.
La leggenda narra che il viola è stato scelto perché il budget ai tempi della fondazione era basso e non ci si poteva permettere due magliette... ecco, il viola non ce l’aveva nessuno!
Samuele Rossi, presidente RCB
Dai tempi della fondazione il Biasca di strada ne ha fatta e oggi alle spalle del club vi è un’ampia struttura societaria. “La base per noi resta il volontariato - ammette il presidente Samuele Rossi - però cerchiamo di mantenere una certa professionalità, anche perché vista la crescita non possiamo farne a meno. Nel comitato direttivo siamo in 6, ma sotto c’è tutto un ventaglio di persone senza le quali la società non riuscirebbe ad andare avanti. Basta pensare che tra bar e cucina per ogni singola partita al Palaroller muoviamo circa 30 persone”.
Già il Palaroller, la nuova pista inaugurata a fine 2024 che ospita una media di 400 persone a partita e che ha permesso all’RCB un significativo cambio di passo a livello economico. “Dalla vecchia infrastruttura a questa è veramente cambiata la musica, quindi ci stiamo ancora un po’ regolando. Il giro d’affari dell’anno scorso è intorno ai 400’000 franchi e questo soprattutto grazie agli incassi durante le partite e agli sponsor. Ma non è cambiato tutto solo per quanto riguarda gli introiti, anche il comfort per giocatori e pubblico è decisamente migliorato: a seguire i match in casa viene il bambino di 5 anni come l’anziano di 80, da questo punto di vista è veramente aggregativo per la comunità”.
L’atmosfera che c’è al Palaroller non c’è in nessun’altra pista Svizzera
Samuele Rossi, presidente RCB
Tra gli artefici della crescita della squadra c’è sicuramente Pablo Saez. “Dovevo restare due anni a Biasca e invece sono ancora qui - spiega il 41enne giocatore-allenatore - il motivo? Le persone con cui ho a che fare. Anche se lavorano 8 ore al giorno, magari vengono alla pista mangiando male e fuori orario, ma hanno sempre dimostrato di avere la fame per migliorare e per provare a vincere tutto. La parte più bella del mio lavoro è quella di poter creare un gioco per la squadra: puoi vincere una partita giocando male e puoi perderne una giocando bene, ma senza un’identità di gioco non potrai mai conquistare un campionato”.
A microfoni spenti ce l’aveva assicurato (“Sono troppo in forma per fermarmi in semifinale”), poi Gregorio Boll l’ha dimostrato con i fatti, trascinando i suoi con una tripletta in gara-4 sabato scorso. “Gioco a Roller da quando avevo 7 anni - racconta il numero 83 viola - è bello perché si tratta di uno sport completo e veloce... ed è più bello a Biasca perché c’è la gente che ti supporta. Non è sempre facile conciliare gli impegni professionali e lo sport, ma anche se lavoro oltre Gottardo lo faccio con piacere... anche perché in realtà è un piacere stare con la squadra, con i miei amici. È la mia seconda famiglia”.

Il servizio sul Roller Biasca (08.05.2026)
RSI Sport 07.05.2026, 15:55

Roller, il servizio su Biasca-Uttigen gara-4 delle semifinali (Sportsera 02.05.2026)
RSI Sport 02.05.2026, 20:40
