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Sochi e le sue prime volte

  • 12.02.2014, 14:39
  • 4 maggio, 12:47
La campionessa olimpica incredula

La campionessa olimpica incredula

  • Keystone
Di: RSI Sport 

di Antonio D'Autilia

C’è sempre una “Prima volta”, e la “Prima volta” per eccellenza alle Olimpiadi di Sochi 2014 è stata la gara del salto con gli sci femminile. L’inizio della storia di questa disciplina risale, nel contesto a cinque cerchi, ai primi Giochi invernali del 1924, per le donne l’inizio è registrato: 18.30 ora svizzera dell'11 febbraio 2014.

Al Russki Gorki Jumping center il pubblico non è mancato, certo non si parla delle tribune quasi esaurite della gara che ha visto protagonisti Simon Ammann, Kamil Stoch e compagnia bella, però l’entusiamo c’è stato, come i colpi di scena.

Un’atleta svizzera in gara, Bigna Windmüller, 18a ma felice di esserci, mentre i tifosi di casa aspettavano l’impresa di Irina Avvakumova, talentuosa, ma solo 16a. Tutto il Giappone invece confidava in Sara Takanaschi, ragazzina prodigio, dominatrice della stagione, ma quarta qui a Sochi.

Le lacrime di delusione della 17enne del Sol Levante, fanno da contrasto a quelle di Carina Vogt, prima vincitrice in assoluto davanti all’austriaca Daniela Iraschko-Stolz e alla francese Coline Mattel. E pensare che la tedesca dorata non si è mai imposta né in un Mondiale né in una gara di Coppa del Mondo… Quando si dice: la “Prima Volta”.

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