di David Conti
Ci vogliono sempre alcune ore di adattamento quando si è all’estero. Già capita in vacanza, figuriamoci quando si viaggia per lavoro. Alcune scosse d’assestamento per capire dove si è atterrati, perché un conto è sfogliare una guida o navigare in internet, un altro è vivere in prima persona luoghi e persone. Lo stesso, tra l’altro, vale per un avvenimento tanto importante quanto affascinante quali i Giochi olimpici.
Ci siamo. La Russia è pronta, o almeno prova ad esserlo e in queste ultime ore sta accelerando i tempi nemmeno fosse già scattata l’ora del primo Gran Premio di Formula Uno. I russi si preparano per il grande evento, mentre Sochi accoglie atleti, addetti ai lavori e tifosi che sbarcano ad ogni ora del giorno e da ogni dove. Cresce l’attesa per la cerimonia di venerdì, ci si allena, ci si documenta, ci si conosce. E cresce pure l’adrenalina. Un’attesa trepidante che ci fa dimenticare che non tutto è filato liscio come avrebbe dovuto. Ma in fondo saremmo meravigliati se fosse stato il contrario…
“Priviet”, buongiorno. Basta un saluto cordiale e un sorriso timido per spazzare via il grigiore di un orizzonte olimpico che si prospetta più aureo che mai. Un colore da miscelare con il rosso e il bianco. A noi l’onere, ma soprattutto l’onore, di portare le medaglie nelle vostre case...
