Liston al tappeto, Ali trionfante: uno scatto entrato nella leggenda (Keystone)

Sonny Liston, l'uomo più odiato della boxe

L'incredibile vita del campione del mondo che nessuno voleva

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di Marcello Ierace

Il mondo del pugilato è una fucina di vicende assolutamente incredibili. Con il podcast ORMe ve ne proponiamo due, curiosamente intrecciate tra loro, in una doppia puntata speciale. La prima riguarda Sonny Liston, forse l'uomo più odiato della storia della boxe, mentre la seconda narra le vicende di Michael Bentt. La nascita, il percorso, e la tragica fine di Sonny Liston rappresentano quanto di più incredibile si possa trovare nelle biografie sportive. Di Sonny Liston non si conosce nemmeno la vera data di nascita e anche sul nome vi sono parecchi dubbi. Tredicesimo figlio, su un totale di venticinque, Sonny capisce fin da subito quanto la vita sia dura se nasci in una piantagione di cotone dell'Arkansas negli Anni Trenta. Il padre è uomo di poche parole e dalla mano pesante. Il principio è semplice: "Se può sedere a tavola, può anche lavorare". Sopravvive grazie ad un fisico erculeo che lo porterà ad avere un collo taurino di 52cm di giro e soprattutto un pugno da 39cm di circonferenza. Si trasferisce a St.Louis ma nel 1950 finisce in galera. Viene liberato due anni dopo grazie all'intercessione della mafia italoamericana che vuole lucrare sulle sue doti di pugile, e Sonny si ritrova legato a doppio filo a questo mondo.

In undici anni perde una sola volta e nel 1962 si laurea campione del mondo. Ma è fondamentalmente disprezzato: rappresenta la parte povera e sottosviluppata del paese che però ora reclama il suo spazio. Ecco perché quando Sonny Liston si vede sfidare da un giovane 22enne, di colore sì, ma di una famiglia della media borghesia del Kentucky, tutta l’America è dalla parte del nuovo arrivato. È tutta per Cassius Clay. E le due sfide contro Clay per il titolo mondiale del 1964 e del 1965 passeranno alla storia. Vincerà in entrambi i casi "The Greatest" che, tra un match e l’altro compirà la sua conversione all’Islam prendendo il nome di Muhammad Ali. Ma dietro queste vittorie ci sarà l’ombra delle scommesse, della mafia, della Nazione dell’Islam, di un mondo che voleva sbarazzarsi il prima possibile di un uomo troppo ingombrante. Sonny Liston continuerà a combattere ancora per qualche anno, per poi farsi travolgere dai vizi. Lo troveranno cadavere, nella sua villa di Las Vegas, il 5 gennaio 1971.

 
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