di David Conti
La supercombinata è una gara per la quale tifosi e atleti non si sono mai esaltati più di tanto. Anzi, qualcuno lo dice a denti stretti e a microfoni spenti: proprio non piace. Eppure continua a figurare nel programma, anche se in Coppa del Mondo è racchiusa in due gare. Ma alle Olimpiadi mette in palio le medaglie, ecco allora che pure la supercombi acquista fascino e bellezza. Con Ted Ligety e compagni pronti a darsi battaglia per un posto sul podio.
E non abbiamo citato lo statunitense per caso. La discesa accorciata è l’ideale per Ligety, grande favorito così come il francese Alexis Pinturault (ma occhio a Bode Miller…): uno ha vinto a Wengen, l’altro a Kitzbühel, scambiandosi primo e secondo posto in entrambe le occasioni. Le speranze rossocrociate sono appese a un filo, e dipenderanno soprattutto dalle disgrazie altrui. Come d’altronde spesso capita in questo genere di esercizio, al di là delle condizioni ambientali particolari (la colonnina di mercurio continua a salire!). Come nel caso della prova al femminile, la morfologia del terreno obbligherà gli addetti ai lavori a disegnare uno slalom stretto per specialisti. E qui bisognerà superarsi: per quanto emerso in stagione Sandro Viletta e Gino Caviezel hanno fatto meglio di Carlo Janka, ma il podio rimane un miraggio. A meno di cataclismi.
Il quarto elvetico al cancelletto di partenza sarà Beat Feuz, fuori dai giochi già in partenza. A Vancouver quattro anni fa Silvan Zurbriggen ottenne il bronzo e stavolta non ci sarà, sebbene sia presente a Krasnaya Polyana. Il vallesano ha vinto le ultime due discese di Coppa Europa, ma negli allenamenti ha deluso.



