Ci sono voluti 16 giorni, ma finalmente il quinto cerchio olimpico che tanto aveva fatto discutere durante la cerimonia del 7 febbraio si è aperto. A risolvere il disguido tecnico ci ha pensato, nell'evento di chiusura, il ticinese Daniele Finzi Pasca, che con la sua compagnia si è occupato dell'organizzazione. Il regista non ha perso l'occasione per citare Lugano, inserendo nel countdown iniziale la statua dello Spartaco, di Palazzo Civico.
Alla messa in scena hanno preso parte 6'000 persone, tra artisti e volontari. Per l'occasione sono stati preparati 10'000 costumi e 45'000 tra accessori ed elementi scenografici. Con danza classica, arti circensi, musica e letteratura si è reso omaggio alla cultura russa.
Durante lo spettacolo, sono stati premiati i medagliati della 50km di fondo, i russi Alexander Legkov, Maxim Vylegzhanin e Ilya Chernousov , oltre che le prime tre classificate della 30km femminile, ovvero le norvegesi Marit Björgen, Therese Johaug e Kristin Steira.
Thomas Bach, presidente del CIO, ha ringraziato la Russia per le infrastrutture create in soli sette anni, per poi rivolgersi ai protagonisti. "Atleti, avete mandato un messaggio di pace e tolleranza al mondo, condividendo le vostre emozioni, vincendo le gare e accettando con dignità la sconfitta". Prima di dichiarare chiusi i Giochi, il tedesco ha dichiarato "Avete mostrato al Mondo il volto nuovo della Russia: sorridente, patriottico e aperto. Il messaggio che è stato dato è quello di pace, tolleranza e rispetto".
Prima dello spegnimento della fiamma, vi è poi stato il simbolico passaggio di consegne da Sochi a Pyeongchang, che ospiterà l'edizione del 2018.
La cerimonia di chiusura
Sochi, la cerimonia di chiusura



