di David Conti
Bene il primo tempo, benino il secondo, a sprazzi il terzo, ma a salvare gli ultimi venti minuti è bastato un gol di Moser. Che di fatto è un autogol, ma poco importa. La Svizzera ha iniziato con una vittoria la sua Olimpiade, contro quella Lettonia che ancora una volta è stata dura da piegare. Ma la si è battuta, e alla fine è quello che conta, questo per non spegnere già in entrata speranze ed entusiasmi. Dei meno accreditati, Kenins e compagni erano sicuramente i più pericolosi, anche perché è una squadra rodata dove non figurano giocatori di NHL.
Nove ne ha invece la Svizzera, contando i due portieri. Dopo Hiller, contro la Svezia toccherà a Berra, non sempre continuo nella sua prima stagione oltreoceano. Continuità che va cercando anche la nostra nazionale, che nel suo debutto ha alternato ottimi momenti a passaggi a vuoto inevitabili. Bisogna oliare i meccanismi sul ghiaccio tra compagni, metabolizzare il jet-lag e (ri)adattarsi alle misure della pista.
A lasciar ben sperare è l’attitudine con la quale i ragazzi di Simpson sono sbarcati in Russia. Nonostante le pedine dello scacchiere siano cambiate, per alcuni tratti si è rivista la nazionale di Stoccolma: volonterosa, impegnata, presente e di qualità. Certo, non siamo ai livelli della Svezia. Contro la selezione delle tre corone si è persa proprio la finale mondiale: oltre al prestigio e ai canonici tre punti in palio, c’è la possibilità di prendersi una piccola rivincita.
Il servizio con Nino Niederreiter
RSI Sport 14.02.2014, 09:35
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