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Svizzera, non smettere di sognare

I rossocrociati debuttano mercoledì contro la Lettonia

  • 11.02.2014, 18:29
  • 4 maggio, 12:46
Sean Simpson e Mark Streit fuori dalla pista di allenamento

Sean Simpson e Mark Streit fuori dalla pista di allenamento

  • Keystone
Di: RSI Sport 

di David Conti

Quattro anni fa in Canada, oggi in Russia. Le due grandi nazioni dell’hockey si sono passate il testimone olimpico. I russi sperano che nel passaggio di consegne sbarchi a Sochi anche la medaglia d’oro, quella ottenuta dalla Nazionale della foglia d’acero nel 2010 a Vancouver, in casa. Davanti ai propri tifosi, Ovechkin e compagni non possono sbagliare. Nomi e valori che tutti insieme non si potrebbero comprare nemmeno al "fantahockey". Una selezione imbottita di classe, muscoli e fantasia, tanto che in allenamento ti pare di essere davanti al televisore, comodamente sprofondato sul divano, con la Playstation accesa. E il Canada campione in carica non è da meno. Due "superpotenze del puck" che hanno scritto la storia di questo sport, ciliegina sulla torta dell'appuntamento di Sochi.

Canada, Russia, ma anche Finlandia e Stati Uniti, Svezia e Repubblica Ceca. E la Svizzera, medaglia d'argento ai Mondiali l'anno scorso a Stoccolma. Per la prima volta vestiranno contemporaneamente la maglia rossocrociata nove (!) giocatori di National Hockey League, e per di più quasi tutti protagonisti. A loro il compito di mostrare sul ghiaccio un potenziale che non si discute, ma che va di pari passo con motivazione e spirito di gruppo. Insomma, quell'alchimia che Sean Simpson aveva trovato in Svezia. I primi segnali sono incoraggianti: allenamento intenso e disco che gira che è una meraviglia, soprattutto quando si preparano le situazioni speciali, in questo caso la superiorità numerica.

Il livello del torneo sarà altissimo, come sempre è successo da quando si ferma la NHL (Nagano 1998). In Russia, terra di hockey per tradizione, tutti hanno voluto esserci. Anche perché nel 2018, a Pyeongchang, in Corea del Sud, la lega nordamericana non si fermerà per ovvie ragioni di fuso orario (e non solo...). Ma non guardiamo troppo avanti, godiamoci queste Olimpiadi e godiamoci una Svizzera che ha ancora voglia di farci sognare.

Hockey: Svizzera-Lettonia, interviste prepartita

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