Il CIO ha deciso di introdurre test cromosomici obbligatori per la partecipazione alle gare femminili delle Olimpiadi 2028 di Los Angeles. L’ammissibilità a queste competizioni è ora riservata alle persone di sesso biologico femminile, non portatrici del gene SRY. Lo ha comunicato il CIO dopo una riunione della sua commissione esecutiva.
La nuova politica abbandona le regole del 2021, che lasciavano a ciascuna federazione internazionale la libertà di stabilire i propri criteri. La decisione esclude le atlete transgender e gran parte delle atlete intersessuali, che presentano naturalmente variazioni genetiche pur essendo considerate donne dalla nascita. Si tratta della prima misura importante della nuova presidente Kirsty Coventry e non è retroattiva.
Non viene quindi messa in discussione la medaglia d’oro ottenuta alle Olimpiadi di Parigi dalla pugile algerina Imane Khelif. Lei stessa ha indicato di essere portatrice del gene SRY, pur essendo nata donna. Il CIO aveva già utilizzato test cromosomici di femminilità tra il 1968 e le Olimpiadi 1996 di Atlanta.
Olimpiadi, il servizio sull'introduzione dei test cromosomici obbligatori (Telegiornale 26.03.2026, 20h00)
RSI Sport 26.03.2026, 20:31


