di David Conti
Aksel Lund Svindal ha già finito le sue Olimpiadi. O meglio, non sono mai realmente iniziate visto che il norvegese non ha fatto meglio di un quarto posto in discesa. Un fallimento per lui che a Vancouver si era messo al collo tre medaglie. A Lara Gut manca invece solo una gara, il gigante. L’ultima possibilità per centrare un oro alla sua portata in supercombinata e solo sfiorato in discesa.
Un desiderio, quello della medaglia dal metallo più pregiato, che non deve tramutarsi in una sorta di incubo. Un’ossessione dalla quale sarà difficile liberarsi. E la ticinese dovrà rincorrere il suo sogno in gigante, disciplina nella quale in Coppa del mondo ha vinto in una sola occasione. A Sölden, nella gara che ha aperto la stagione. L’ultimo podio l’ha invece centrato in dicembre, a Val d’Isère, pista sulla quale Lara ha conquistato due medaglie d’argento ai Mondiali e sulla quale si trova sempre a suo agio.
Qui a Sochi è diverso. È una pista difficile da decifrare, che in queste ore si è nascosta nella nebbia che ha coperto le montagne di Krasnaya Polyana. C’è poca neve, e quella presente lungo il pendio che ospiterà la penultima gara al femminile è umida e molle. Non di certo le migliori condizioni per gareggiare, senza tener conto che per preservare la coltre nevosa è stata annullata la sessione di sci libero. Una cattiva notizia per chi è sbarcato in Russia solo per la seconda settimana: tra queste c’è anche Wendy Holdener.
Per Lara Gut e compagne non mancherà la concorrenza. Dalla campionessa olimpica in carica Viktoria Rebensburg alle austriache, passando da Tina Maze. Le solite, insomma. E come nelle precedenti gare non dovrebbe esserci Tina Weirather, che in Francia aveva preceduto proprio la ticinese. Il suo ginocchio continua a scricchiolare, quelle di Lara siamo pronti a scommettere che non tremeranno.
Sci, il servizio con Pauli Gut
RSI Sport 17.02.2014, 19:30
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