dall'inviato a Zuchwil Marcello Ierace
Qualcuno dice che le belle storie difficilmente hanno un lieto fine. Ma le storie possono anche avere nuovi capitoli, nuove pagine da scrivere. "Adesso è dura, però dobbiamo andare avanti. Mancava solo la ciliegina sulla torta, però probabilmente non è ancora stagione, le ciliegie non sono ancora mature...". Elio Rè guarda i sui ragazzi, ha gli occhi gonfi. Non è delusione, però, è un sentimento molto più vicino alla rabbia. Perché il Roller Biasca, stavolta, sembrava davvero arrivato ad un passo dallo scrivere il finale perfetto di una storia splendida. Ma Golia ci si è messo di mezzo. E lo sport, per la disdetta del povero Davide, non è un episodio biblico.
Una storia iniziata trent'anni fa su uno spiazzo di catrame che spaccava i bastoni e appiattiva le rotelle dei pattini. Poi è arrivato il mitico Palaroller, la Curva Est - "la curva più dritta che ci sia" - e il crescente entusiasmo di una comunità. "Sai, quelli lì non sono giocatori - dice un tifoso, con il magone in gola - quelli lì sono i miei amici di infanzia, ci ho fatto l'asilo insieme. Come faccio a non commuovermi a vederli lì, a giocarsi un titolo svizzero?". Perché la strada, infatti, è stata lunga, spesso sorprendente, e ha portato i ragazzi colorati di viola a raggiungere per la prima volta la finale - anzi la superfinale, una partita secca senza appello - del massimo campionato.
A Zuchwil, sabato sera, ormai sappiamo com'è andata a finire. L'esperienza, anzi l'abitudine alla vittoria del Montreux ha prevalso. "Avevamo quasi più paura di vincere che paura di perdere", ammette Ivan Ruggiero, capitano di questo Roller Biasca dei miracoli. Però lo dice con un sorriso, perché di fronte ai trecento amici che sono arrivati fino a qui, non si può che sorridere. Anche se il pianto, di quegli amici, non si può trattenere e la rabbia per una sorta di ingiustizia divina ti manda in tilt. Bisogna girare pagina, perché a Biasca, al Palaroller, c'è una festa che aspetta di essere celebrata. Era prevista, in ogni caso, si vinca o si perda. "Per forza, non siamo mai arrivati fin qui... Non vuoi festeggiare?". E festa sia, allora.
Roller, il reportage sulla finale Biasca - Montreux (13.05.2018)
RSI Sport 13.05.2018, 19:28



