di Marcello Ierace
C'è chi lo chiama dramma. "Io lo definisco un dramma sportivo, ma sopratutto una sconfitta, di fronte alla quale tutti dovremo farci un esame di coscienza". C'è tanta amarezza nelle parole di Massimo Aiolfi, fino a poco tempo fa allenatore della prima squadra del Bellinzona. Guida delle Pinkies, dunque, fino a che la società sopracenerina non ha comunicato lunedì di ritirare la propria formazione dal massimo campionato svizzero femminile.
"Come detto non è una sconfitta solo per il Bellinzona - continua Aiolfi - ma per un intero movimento e per tutto il Ticino che aveva ritrovato soprattutto nel basket femminile quell'entusiasmo che mancava da un po' di tempo, culminato con la diretta televisiva della semifinale di Coppa Svizzera con il Riva".
Mi spiace molto e mi spiace ancora di più leggere che si cercano i colpevoli e che c'è addirittura qualcuno che gioisce: questo significa che non si è capito proprio nulla
Massimo Aiolfi
Il Bellinzona già nel 2006 aveva ritirato la squadra dal campionato di LNA, ma in quel caso le problematiche erano più di tipo societario e finanziario. Oggi, invece, il problema è un altro: "Il fatto che ci siano venute a mancare un po' di giocatrici ci ha messo molto in difficoltà, ma la società ha fatto i suoi sforzi, tanto che ha cercato di riconfermare il mio contratto - continua l'ormai ex coach delle Pinkies - Ad ogni modo non è assolutamente vero che la società era confrontata con problemi finanziari. Al contrario, avevamo degli obiettivi ambiziosi".
L'intervista a Massimo Aiolfi (20.06.2018)
RSI Sport 20.06.2018, 20:33
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