Kevin Durant ricorderà a lungo quanto gli è accaduto prima e durante la sfida persa per 123-117 dai suoi Brooklyn Nets contro i Toronto Raptors. Entrato in contatto nel pomeriggio con una persona il cui primo test sul coronavirus è stato ritenuto inconcludente, il 32enne è stato inserito nel protocollo di sicurezza anti COVID-19 della NBA. Proprio perché il test non era positivo l'ex Golden State non è però stato obbligato a mettersi in quarantena ed è stato autorizzato a giocare.
A quel punto però la partita era già iniziata e Durant non è così partito titolare per la prima volta dopo 866 presenze consecutive nello starting five. Il numero 7 dei newyorkesi è entrato in campo a 4' dalla fine del primo quarto ed ha giocato per 19' (8 punti, 6 rimbalzi e 5 assist). Storia finita? No, perché poi è giunto il colpo di scena finale: una volta avuta notizia della positività della persona con la quale era stato in stretto contatto, Durant ha dovuto lasciare definitivamente il parquet. La NBA ha spiegato che si è trattato di un "eccesso di prudenza", ma non ha spiegato perché abbia dato il via libera al giocatore quando la situazione non era chiara.

