dall'inviato a Pechino Federico Fiorito
La Cina, per l’organizzazione dei Giochi Olimpici, ha schierato un vero e proprio esercito di volontari che si occupano di qualunque cosa. Dai controlli all’uscita dall’albergo, con tanto di scansione dello zaino e metal detector, agli info point, dalle buvette alle pulizie, tre, quattro o cinque persone svolgono il proprio lavoro simultaneamente confabulando in cinese tra di loro e servendoti, ne siamo certi anche se tutti bardati di mascherine, con un sorriso cordiale.
Non fa eccezione la mensa dell’immenso centro stampa di Pechino, che probabilmente era gremito durante le Olimpiadi estive del 2008, ma che in questo caso risulta decisamente sovradimensionato essendo la grande concentrazione degli addetti ai lavori dirottata sulle montagne di Yanqing e Zhangjiakou. Fa parte comunque della grandezza monumentale ostentata in ogni palazzo che si può scorgere in città. In ogni caso nel suddetto punto di ristoro gli esseri umani si occupano prevalentemente delle casse, delle pulizie e del saluto all’entrata con un gesto agitando velocemente le due mani che in questo periodo sembra più che altro un invito alla disinfezione.
Del 90% del cibo offerto si occupano invece le macchine, garantendo – si fa per dire - in questo modo una qualità costante. Una cucina verticale si staglia nel fondo della sala con tutto un girare di pentoloni, un rovesciare di ingredienti e uno sversare in piatti che in un lampo salgono verso il soffitto dove altri robottini si occupano del servizio al tavolo. E gli hamburger? Lì si passa ad una vera e propria catena di montaggio con l’uomo come apice ultimo che si occupa semplicemente di raccogliere il prodotto finito e consegnarlo al cliente.

Olimpiadi, a Pechino cuochi e camerieri robotici (03.02.2022)
RSI Sport 03.02.2022, 17:48

