dall'inviato a Zhangjiakou Luca Steens
Chi se lo ricorda il norovirus? Nel suo piccolo era stato co-protagonista delle scorse Olimpiadi invernali. A PyeongChang infatti la minaccia sanitaria era di finire con lo stomaco sottosopra per colpa di questo agente patogeno. I sudcoreani lo combatterono spruzzando regolarmente di disinfettante le mani di tutti i partecipanti alle Olimpiadi, pulendo i bagni con abbondante candeggina e mettendo in quarantena pure 1'200 tra volontari e addetti alla sicurezza. Gli atleti rossocrociati 4 anni fa avevano già rinunciato alla stretta di mano per evitare di essere contagiati.
Come ogni giovane talentuoso atleta, anche il virus negli ultimi 4 anni si è allenato, ed eccolo ora in Cina protagonista, dopo anche un cambio di nome. E si è messo la corona in testa, visto che da "l'importante è partecipare" è decisamente passato a "tutto quello che conta sono le medaglie". Non c'è dubbio che dopo aver dominato a livello mondiale negli ultimi due anni e pure ai Giochi estivi di Tokyo, non gli sfuggirà l'oro nemmeno a Beijing 2022. Certo, i casi riscontrati finora sono pochi, ma è decisamente il protagonista assoluto visto le misure che ha imposto agli organizzatori. La giornata tipo di tutti gli addetti ai lavori - atleti, volontari (diversi dei quali, in contatto stretto con chi è in bolla, costretti a vestire tute integrali) o rappresentanti dei media che siano - inizia con un tampone orale e relativa sensazione di dover espellere qualcosa, passa per le regolari spruzzate di disinfettante sulle mani e si chiude quando finalmente ritornati in camera si può togliere la mascherina.
La speranza è che prima di tutto le strette misure anti-COVID proteggano le varie bolle messe in atto nelle tre sedi di Pechino, Yanqing e Zhangjiakou per avere delle competizioni che possano regalare almeno emozioni televisive vista l'impossibilità di avere spettatori dal mondo intero. E che poi la "sfortuna" si fermi dopo le tre edizioni asiatiche consecutive delle Olimpiadi... Parigi e Milano-Cortina ringrazierebbero, come tutti quanti...

