dall'inviato a PyeongChang Andrea Torreggiani
Le Olimpiadi sono ormai da qualche decina di anni un evento ad alto rischio e le misure di sicurezza sono diventate sempre più imponenti. A PyeongChang in questi giorni non si sottovaluta nessun pericolo, ma il nemico che fa più paura al momento non sono né i terroristi, né la corsa al nucleare dei vicini del Nord.
Ad incutere timore è un esserino piccolo piccolo, che di nome fa Norovirus, e il cui scopo nella vita è quello di causare disagio nello stomaco e nell'intestino degli esseri umani. I coreani del sud la battaglia la combattono spruzzandoti le mani con il disinfettante non appena metti piede in un ristorante, pulendo i bagni con la candeggina e mettendo in quarantena 1'200 tra volontari ed addetti alla sicurezza. Gli atleti svizzeri dal canto loro hanno deciso di rinunciare alle strette di mano per evitare di essere contagiati da una malattia che in un paio di giorni ha già colpito circa 130 persone.
Un altro dei grandi nemici, o presunti tali, di queste Olimpiadi si è invece rivelato meno pericoloso del previsto. È il grande freddo, che dopo aver imperversato all'inizio della settimana con temperature che si sono avvicinate ai -30 gradi ora ha lasciato il posto ad un clima sempre invernale, ma molto più sopportabile. Almeno per adesso...
Legato alla cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di PyeongChang (10.02.2018)


