dall'inviato a Yanqing Luca Steens
Nonostante il rinvio di 1h15' non lasciasse ben sperare, gli organizzatori non hanno ceduto, lavorando sodo nell'intervallo tra le due manche per preparare la pista del pomeriggio. Viste le previsioni annunciate per domani non si voleva per nessun motivo rinviare di un giorno o più la seconda prova del gigante. La gara femminile nella stessa disciplina a Vancouver 2010 resta quindi un unicum, con la tedesca Viktoria Rebensburg che vinse l'oro in una gara disputata su due giorni dopo il rinvio della seconda discesa a causa della nebbia.
L'emozione: quel sospiro sul podio con la medaglia al collo la dice lunga su quanto questo oro abbia alleggerito le spalle di Marco Odermatt. Come ha ricordato durante l'intervista il suo allenatore, spalle comunque di un 24enne, non di un navigato atleta. Nonostante il nidvaldese abbia già collezionato 24 podi, dei quali 10 sul gradino più alto, in Coppa del Mondo. Ma i Giochi sono tutta un'altra cosa.
Il personaggio: due Mondiali (sei gare in tutto) e solo un quarto posto in super G a Cortina l'anno scorso, due partenze in questa Olimpiade e due delusioni. C'era già chi temeva che Marco Odermatt non avesse la forza mentale per andare a caccia di medaglie ai grandi eventi. E invece il 24enne nel gigante ha dimostrato tutta la sua classe con gli sci ma anche di testa, gestendo da una parte le condizioni climatiche e di pista e dall'altra resistendo alla pressione del primo posto dopo la prima manche e dell'attesa di un suo podio da parte di tutti. Adesso che la prima medaglia, addirittura d'oro, è arrivata, il futuro è tutto suo.
La curiosità: l'attesa nevicata ha dato una pennellata di allegria alle montagne cinesi che ospitano le gare di sci alpino, sci nordico e bob, rendendo il paesaggio davvero degno dei Giochi Olimpici invernali. Basta cartoline con le piste bianche disegnate sui pendii per il resto brulli. Pare che comunque nevicate di questo tipo (tra 10 e 15 centimetri qui nella zona di Yanqing) non siano così frequenti. La memoria della popolazione locale deve tornare indietro di 13 anni per ritrovare una coltre così spessa di neve naturale in una giornata.

