dall'inviato a Zhangjiakou Luca Steens
Non ce l'ha fatta Nadine Fähndrich a salire sul podio dello sprint: passati quarti e semifinali in scioltezza, la 26enne lucernese non ha più avuto energie per sprintare sul rettilineo in leggera ascesa dovendosi accontentare del quinto posto e del diploma olimpico. Per lunghi minuti è rimasta stremata al suolo, poi si è alzata ed è andata ad abbracciare il suo team, prima di ritrovare il sorriso e complimentarsi con le prime tre.
L'emozione: presenti in buon numero a sostenere l'idolo di casa Qiang Wang, e rumorosi come mai finora visto in questi primi quattro giorni di gare, i cinesi hanno subito una vera e propria doccia gelata al momento della squalifica del quinto delle qualificazioni. Uno spettrale silenzio è sceso sullo stadio del fondo, e nemmeno le spettacolari finali sono più riuscite a risollevare l'ambiente.
Il personaggio: impossibile non mettere Johannes Klaebo e Jonna Sundling. Il 25enne è stato a sorpresa l'unico norvegese arrivato in finale sia in campo maschile che femminile, ma ha mantenuto il suo status di favorito imponendosi con la solita facilità, dopo aver forse faticato di più a strappare il passaggio all'ultimo atto in una prima semifinale stellare. Se Klaebo non ha tremato, ancora meno inquietata è stata la svedese, dominatrice della gara femminile.
La curiosità: uno sprint nello sprint. Quello degli skimen che non lasciano nemmeno il tempo ai loro atleti di fiatare prima di prendere loro gli sci e correre verso i loro box travolgendo tutto quanto trovano sul loro percorso per sistemare gli sci in vista del turno successivo. Potrebbe essere la prossima disciplina olimpica...

