In un amen, le fiamme. La vegetazione che brucia, il fuoco che si propaga e il fumo che si alza nel cielo di San Diego. Il tutto a pochi passi dall’hotel che ospita la nostra Nazionale. Sergio Affuso, addetto stampa, ha spiegato che si è arrivati a ipotizzare perfino l’evacuazione della struttura. Cambiare hotel. La comunicazione, ha aggiunto, è stata impeccabile: le autorità hanno fornito aggiornamenti in tempo reale e, per fortuna, tutto si è risolto senza conseguenze. Nessuna ripercussione, invece, sulla preparazione della squadra. Il gruppo ha trascorso parte della giornata in spiaggia per alcune attività, prima di ritrovarsi per una cena comune e per il discorso del presidente dell’ASF Peter Knäbel.
“È stato un bel pomeriggio. In un Mondiale sono importanti anche questi momenti, quelli in cui si può liberare la testa e rafforzare lo spirito del gruppo”. A parlare è Djibril Sow, ormai uno dei veterani dello spogliatoio. Per lui è il secondo Mondiale: in Qatar aveva giocato quasi sempre. La sua è stata una buona stagione, ma con il passare degli anni in Nazionale il suo ruolo è diventato più quello di alternativa preziosa che di titolare fisso. Un giocatore utile anche a partita in corso. Come nelle qualificazioni, quando da una sua iniziativa era nato il rigore poi trasformato da Xhaka contro la Svezia.
“Il mio ruolo? Preferisco giocare da numero 6 o da numero 8, ma so che in quelle posizioni la concorrenza è tanta. Probabilmente verrò impiegato qualche metro più avanti”.
Djibril Sow
Posizione in campo, ma anche condizioni di gioco. E il campo, in America, è diverso. “È vero, ci sono differenze rispetto ai manti erbosi che conosciamo in Europa. L’erba è più secca e compatta. Il rischio è che, in determinate situazioni, il pallone viaggi più lentamente” .Poi le parole di Xhaka. Il monito del capitano rivolto al gruppo. “Lui pretende il massimo da ognuno di noi. Fa parte del suo ruolo ed è giusto che sia così. Ma posso dire che all’interno dello spogliatoio non è un tema. L’amichevole contro l’Australia ci ha insegnato qualcosa, ma ognuno di noi sa cosa deve fare”.
Alla sfida contro il Qatar manca ormai una manciata di giorni. Djibril Sow, contro i qatarioti, ha già giocato: nell’amichevole di Lugano, persa dalla Svizzera. “Me la ricordo bene. Ci insegna che non possiamo sottovalutare nessun avversario. Non lo faremo. La Svizzera è pronta”. Ce lo auguriamo. E che a bruciare non sia San Diego, ma la passione della nostra Nazionale.

Nazionale, il collegamento con Gianluca Pusterla (Telegiornale 08.06.2026, 20h00)
RSI Sport 08.06.2026, 20:39




