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“Per il gruppo il caso si è chiuso con le scuse di Behrens”

Così Bottani sulla vicenda che continua a tenere banco in casa Lugano

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In studio alla DS anche Davide Morandi, con cui si è parlato di calcio africano

In studio alla DS anche Davide Morandi, con cui si è parlato di calcio africano

Il Lugano vola: nove gol in due partite in questo avvio di 2026, cinque vittorie consecutive e secondo posto in classifica. Ma all’indomani del 4-1 rifilato al Winterthur, a tenere banco è sempre la vicenda Koutsias-Behrens. Se è vero che la società ha definito il caso chiuso, il mancato saluto al momento della sostituzione ha palesato che la questione tra i due non è ancora risolta. “Chiaramente questi gesti non sono piacevoli - ha ammesso Mattia Bottani a La Domenica Sportiva - Ma per il gruppo la cosa è finita nel momento in cui Behrens ha fatto le scuse a noi e a Koutsias. Al gruppo, così come al mister, interessa solo il rendimento sul campo. Sono due professionisti, si allenano bene e anche ieri hanno dimostrato di tenerci. È questa l’unica cosa che conta”.

Le vittorie sicuramente ci stanno aiutando a gestire questi piccoli problemi fuori dal campo

Mattia Bottani

Il numero 10 bianconero, tornato in campo proprio nella serata di sabato dopo 4 mesi d’assenza per un infortunio a un tendine - ha anche affrontato il nodo relativo al suo futuro. Vedremo Mattia Bottani calcare il campo dell’AIL Arena? “Ho un’opzione per continuare ancora un anno che dovrò discutere con la società - ha spiegato - Il mio sogno ovviamente è quello di potere giocare nel nuovo stadio il prossimo anno. Penso di avere un rapporto molto onesto con la società e con Sebastian Pelzer, ci parliamo quotidianamente. Non ci siamo messi nessuna pressione. Adesso ci aspettano 3 mesi importanti, ci concentriamo su quello, poi vedremo”.

Nel caso in cui il mio futuro non sarà più in campo, avrò modo di trovare un percorso alternativo in società. In questo senso la discussione è già intavolata

Mattia Bottani

In studio era presente anche Davide Morandi, reduce dall’avventura in Coppa d’Africa sulla panchina dell’Algeria al fianco di Vladimir Petkovic. Il tecnico ticinese si è soffermato su questa nuova esperienza, così diversa dalle precedenti. “Il calcio è sempre calcio, da quel punto di vista non cambia molto rispetto all’Europa, dove ci gioca la maggior parte dei calciatori africani. La vera differenza sta nel contorno, in tutto quello che ruota attorno a ciò che succede sul campo. In questa esperienza mi sono accorto che i grandi campioni, come quelli presenti nella nostra Algeria, sono soprattutto essere umani, con delle debolezze più grandi altri”.

L’Africa si sta sviluppando tantissimo. Si è visto anche in Coppa d’Africa, dove il Marocco ha fatto un lavoro grandioso, costruendo stadi bellissimi

Davide Morandi

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