“Quando si inizia a giocare a calcio da bambini, lo si fa anche perché si sogna”. E il suo (primo) sogno, Liam Bollati, lo ha realizzato recentemente, scendendo in campo in Super League con la maglia del Grasshopper. Cresciuto nel Team Ticino e poi passato da Bellinzona e dal Kriens, il ticinese quest’anno ha disputato 13 partite con le Cavallette in Prima Lega e 4 nel massimo campionato. Solo l’inizio di una brillante carriera? “L’obiettivo è quello di giocare in uno dei cinque principali campionati europei, ma debuttare con la Svizzera e rappresentare il proprio paese sarebbe il massimo”, ha detto il 20enne.
Al debutto ho avuto un piccolo vuoto nello stomaco, ma poi sono riuscito a concentrarmi
Bollati, come tanti altri, ha cercato fortuna al di fuori del nostro Cantone: quanto è stato difficile, allora, lasciare il Ticino? “Sicuramente è stato un grande passo, soprattutto durante i primi mesi. La lingua nell’immediato rappresenta un ostacolo non indifferente, soprattutto al di fuori del contesto sportivo. Non è sempre stato facile interagire con le persone, ma ora tutto va per il verso giusto. Quanto è stato importante avere un altro ticinese in squadra? Avere dei punti di riferimento ti aiuta tantissimo. Quando avevo qualche dubbio ho sempre potuto contare su Giotto Morandi”.
Sono un ragazzo molto tranquillo, passo il tempo volentieri a casa e sono appassionato di sport
SL, il servizio su Liam Bollati (La Domenica Sportiva 21.01.2024)
RSI Sport 21.01.2024, 19:15
SL, il servizio su Matteo Morandi (La Domenica Sportiva 21.01.2024)
RSI Sport 21.01.2024, 19:17








