Tra poco meno di due mesi, per la precisione l’11 giugno, inizieranno i Mondiali. Ad oggi però si parla ancora poco di calcio e tanto di altro, e in primis a tenere banco è la polemica sul costo dei biglietti. La strategia adottata dalla FIFA, il cosiddetto dynamic pricing, ovvero prezzi che aumentano con la richiesta, fa discutere, visto che i tagliandi per la finale ad esempio hanno superato i 10’000 dollari. Svizzera-Qatar ad oggi costa 450 dollari, Svizzera-Bosnia 500 e Svizzera-Canada 700.
“Il problema dei prezzi dei biglietti tocca non soltanto lo sport, ma un po’ tutto l’intrattenimento e lo show business negli Stati Uniti - ha sottolinato il corrispondente RSI da Washington Andrea Vosti - dunque ovviamente un evento come i Mondiali di calcio non fa eccezione. Gli americani in genere sono pronti a spendere, e hanno voglia di spendere, tanti soldi per divertirsi, però certamente quando si parla di prezzi di migliaia di dollari a biglietto si parla di cifre inaccessibili per molte famiglie della classe media. Nella fase preliminare la FIFA ha venduto circa due milioni di biglietti sui sei e mezzo totali a disposizione e ci sono più di un milione di persone che verranno a vedere la Coppa del Mondo dall’estero. Si stima che la Federazione internazionale potrebbe incassare dal Mondiale qualcosa come 11 miliardi di dollari netti di guadagno. Quindi sembrerebbe che, per lo meno a livello di operazione commerciale, il successo sarà grande”.
Un problema riguarda i prezzi, un altro riguarda invece le politiche di Donald Trump sull’immigrazione e sull’accesso agli USA per determinati Stati. Per Iran e Haiti la restrizione è completa, ma ci sono Nazioni con restrizioni parziali come la Costa d’Avorio ed il Senegal. “Questa è una delle grandi incognite che grava sul Mondiale statunitense in primo luogo - ha spiegato Vosti - perché ovviamente è meno facile pensare soltanto allo sport, al divertimento puro quando ci sono delle guerre, dei morti e delle crisi umanitarie in giro per il mondo. E poi perché la politica ha un impatto diretto, concreto sulla prossima Coppa del Mondo. Ci sono inoltre timori anche per le possibili retate della polizia anti-immigrazione attorno agli stadi, perché ovviamente il Mondiale genera anche tutto un mercato di bagarinaggio, di taxi abusivi, di gadget e di ristorazione in nero e quindi tutto questo microcosmo economico attira anche molti immigrati senza documenti”.
Mondiali 2026, la pagina dedicata ai problemi legati al costo dei biglietti (La Domenica Sportiva 12.04.2026)
RSI Sport 12.04.2026, 20:26








