In questi giorni sta tenendo banco il mercato del Barcellona, che è tornato a spendere senza troppi problemi cifre esorbitanti nonostante poco tempo fa il suo debito fosse ben al di sopra del miliardo. I blaugrana hanno strappato Raphinha dal Leeds, Robert Lewandowski dal Bayern e Jules Koundé dal Siviglia, così come hanno messo sotto contratto a parametro zero l'ex Milan Franck Kessie e Andreas Christensen del Chelsea.
Ma come è possibile? Un quesito che abbiamo girato a Filippo Maria Ricci, inviato della Gazzetta dello Sport in Spagna: "Per coprire il loro debito, a breve e medio termine, hanno venduto diversi gioielli del loro parco giocatori, oltre al 25% dei diritti televisivi dei prossimi 25 anni. E già questo copre buona parte del debito. Attualmente il loro problema è che possono anche acquistare giocatori, ma non possono iscriverli. In questo momento dovrebbe essere il caso per 7 elementi. Prima devono vendere per abbassare la massa salariale".
Il Barcellona, così come il Real Madrid, è sicuramente "to big to fail". Le banche danno i soldi perché sanno che rientreranno
Filippo Maria Ricci
Quindi? "A me sembra regolare, però quando si parla di economia nel calcio diventa tutto complicato e farraginoso. Non abbiamo un riscontro diretto dei conti. Per quello che ha fatto la Liga in questi anni, dove c'è tanta attenzione e controllo, per me il fair play finanziario ha funzionato, altrimenti Messi sarebbe ancora un giocatore del Barcellona".
L'intervista a Filippo Maria Ricci (Rete Uno Sport 30.07.2022, 12h30)
RSI Sport 30.07.2022, 15:15
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