Calcio

Alla Germania la nuova pole

Due "deb" ai quarti, Islanda e Galles

  • 28.06.2016, 10:25
  • Ieri, 15:30
Draxler e compagni sembrano in grado di saltare ogni ostacolo

Draxler e compagni sembrano in grado di saltare ogni ostacolo

  • Keystone
Di: RSI Sport 

dall'inviato a Nizza Omar Gargantini

Dunque, ci si era lasciati con i nomi delle promosse ai quarti: azzeccate 6 su 8. A far saltare il banco il Portogallo, contro una Croazia incapace di reggere lo status di favorita, nel solco di una tradizione che vuole il calcio d’estrazione (jugo)slava un po’ femmina negli umori, ma soprattutto l'Islanda, che ha confezionato una delle pagine più commoventi nella storia del calcio. Il Belgio ha confezionato il risultato più ampio del torneo (4-0 all’Ungheria), torneo che ha perso i campioni in carica, prima vittima illustre della nobilissima parte destra del tabellone.

Il podio degli ottavi

  1. Germania. Prestazione devastante, che la piazza per inerzia in pole al via dei quarti. Riposizionato Gomez al centro dell’attacco contro l’Irlanda del Nord, Löw ha ricevuto in cambio vagonate di palle gol (alla prima) e poi gol a raffica (contro la Slovacchia). Nelle ultime 17 sfide dirette tra Europei e Mondiali, la Germania ne ha vinte 14. Perdendo solo con l’Italia 4 anni fa. Un segnale?

  2. Italia. Ha asfaltato la Spagna ribadendo la straordinaria prova tattica già offerta col Belgio e in più l’ha aggredita alta prendendola alla gola. Facendo insomma ancora meglio. Un autentico spettacolo.

  3. Islanda. Con un 4-4-2 scolastico quanto efficace, che difende come squadra ma porta sempre a segnare almeno un gol e sempre con gli stessi 11 in partenza, realizza un capolavoro con pochi eguali. La "Promenade des anglais" di Nizza è già diventata la "Promenade des islandais".

Primus inter pares degli ottavi Draxler, 23enne al terzo torneo maggiore della carriera, ma al primo da protagonista complice anche l'anagrafe. Löw gli ha garantito libertà, lui ha assicurato dribbling, sovrannumero e applausi. A seguire: Griezmann, che si è caricato sulle spalle la Francia con una doppietta scacciaincubi, e Conte, il vero fenomeno di un’Italia povera di qualità e talento ma ricchissima di acume, determinazione, fame e ingegno.

I flop

  1. La Croazia, che si è spenta sul più bello dopo aver illuso ed essersi illusa. Macchina perfetta che perfetta evidentemente non era.

  2. L’Inghilterra, arrivata con la squadra più giovane ed il ct più anziano. Il mix non ha mai funzionato. Sembravano esserci tutti i presupposti per essere finalmente all’altezza, ma l’eliminazione diretta si è confermata indigesta. C’è chi ha avuto la sua Corea, chi il suo Azerbaigian, gli inglesi ora hanno la loro Islanda.

  3. La Spagna, giunta al crepuscolo del proprio ciclo vincente. Perderà per limiti di età probabilmente solo Iniesta, ma sono il concetto e l’idea di calcio ad essere superati. Rifondazione d’obbligo: e possibile, con alle spalle selezioni giovanili che sfornano talenti e successi a raffica.

I quarti: Italia-Germania è un’altra finale. Gli altri sembrano più scontati, ma da che calcio è calcio una sorpresa ci scappa sempre. Proviamo con la Polonia. Avanti assieme a Francia, Belgio e campioni del mondo. Domenica si controlla.

PS: per giudicare l’Europeo della Svizzera basti la promozione ai quarti delle debuttanti Islanda e Galles…

03:41

Il commento di Omar Gargantini (Rete Uno Sport 28.06.2016, 07h00)

RSI Sport 28.06.2016, 10:43

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