Lo studio di Andrea Mangia
Lo studio di Andrea Mangia (rsi.ch)

Calcio minore diviso tra speranze e dubbi

Alla Domenica Sportiva si è discusso della situazione vissuta dai club ticinesi

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Cosa ne sarà del calcio minore nei mesi a venire? A questo interrogativo, che tiene in apprensione molti appassionati del pallone, hanno cercato di rispondere, nello studio della Domenica Sportiva, Andrea Mangia e i suoi ospiti. "È un problema non esclusivamente calcistico, ma legato pure a tutta la socialità che questi club di paese portano alla comunità e che rischiava di scomparire senza gli aiuti della Confederazione", ha spiegato Giacomo Moccetti.

Nell'ultimo anno sono venute a mancare tutte le feste e le manifestazioni, le quali rappresentano per la nostra società un introito fondamentale Giampiero Ceppi, cassiere AS Coldrerio

Chi vive i maggiori problemi sono quei club, come il Bellinzona di Davide Morandi, che si trovano nel limbo tra il calcio professionistico e quello amatoriale: "In questa seconda chiusura si è probabilmente fatto qualche errore. Ad essere penalizzati sono soprattutto i giocatori giovani con ambizioni di entrare nel calcio che conta", ha spiegato il tecnico dei granata.

Non sappiamo ancora quando si potrà riprendere, i campionati regionali verranno omologati se si disputerà almeno la metà delle partite Fulvio Biancardi, presidente Federazione Ticinese Calcio

Una situazione che mette in difficoltà economiche anche i giocatori, privati dei rimborsi spesa sui quali tanti contano nel proprio bilancio finanziario. "Mi sono dovuto reinventare e ora lavoro per il tracciamento contatti del Cantone. Sono fiero del ruolo che svolgo ora anche se ovviamente mi piacerebbe potermi allenare", ha raccontato il difensore ticinese dell'ACB Bruno Martignoni.

Dobbiamo fare rumore, vogliamo che la nostra posizione venga riconosciuta dalle autorità competenti Paolo Righetti, presidente AC Bellinzona
 
 
 
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