Calcio - Nazionale

Christian Fassnacht, la quota Super League

Tra i convocati della Svizzera solo due militano nel nostro campionato

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Di: Gianluca Pusterla, inviato

È stata una stagione decisamente particolare quella che abbiamo vissuto. La vittoria del sorprendente Thun, lo Stade Losanna arrivato dalla Challenge League fino alla finale di Coppa Svizzera. E soprattutto le delusioni di Basilea e Young Boys, fuori dai posti che valgono l’Europa. Un quadro instabile che si riflette anche nelle convocazioni per il Mondiale. Sì, perché se è vero che le squadre sono aumentate, i convocati che giocano nel nostro campionato restano pochi. Mettendoli insieme non si riuscirebbe nemmeno a costruire una formazione.

Di questa ipotetica squadra il capitano sarebbe sicuramente Christian Fassnacht, capocannoniere del campionato con l’YB grazie a diciotto reti. “È stata la mia miglior stagione da professionista. Sono contento dal punto di vista personale, decisamente meno per quanto ottenuto dall’YB. Potevamo e dovevamo fare di più”. Nella rosa della Svizzera ci sono solo lui e il compagno Keller che giocano in Svizzera. “Qual è il livello della Super League? Direi buono. È un campionato in cui giocano tanti giovani. Calciatori forse non ancora pronti per un contesto come quello di una Coppa del Mondo. In totale saremo una decina, non so dire se sia un numero basso. Io posso dire di essere decisamente contento di esserci e di rappresentare il campionato”.

La chiamata se l’è meritata, per più motivi. Il primo, ovviamente, è la capacità di incidere. E poi l’umiltà. Perché conosce il gruppo e possiede un ottimo bagaglio di esperienza. Tutti aspetti che hanno fatto pendere la bilancia di Yakin verso il sì. Nella testa del nostro allenatore questi aspetti valgono più di tutto: la squadra come una famiglia. Non sarà il suo primo Mondiale. Sarà addirittura il terzo grande torneo. C’era in Qatar e pure all’Europeo itinerante. Il ricordo più bello è legato proprio a quell’Europeo, alla partita contro la Francia. Fu decisivo per la rete della speranza: recuperò il pallone, poi Mbabu servì l’assist e Seferovic trovò il gol. “Che emozioni. Ricordo ogni momento di quella partita e l’euforia che si respirava alla fine dell’incontro”.

L’esperienza non gli manca e ora la mette al servizio del gruppo. Fassnacht è ben consapevole di questo ruolo, che accetta con passione e umiltà. “Perché il Mondiale è un sogno, la cosa più bella per un calciatore”. E anche se non avrà grande spazio, dalla sua bocca non sentiremo lamentele. Una chiamata a sorpresa? Forse, perché nelle ultime amichevoli non c’era. “Sì e no. Ovviamente non ero certo del posto. Ma continuavo a sperarci. A far parlare il campo. Per dire, le vacanze non le avevo ancora prenotate”. Se ne farà una ragione sua moglie: c’è la famiglia della Svizzera da aiutare.

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Nazionale, il servizio con Johan Manzambi (TG Notte Sport 27.05.2026)

RSI Sport 27.05.2026, 22:40

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