Predicatore nel deserto
Predicatore nel deserto (Ti-Press)

Ci prova solo Mattia Bottani

Le pagelle: bianconeri sovrastati dal Beer Sheva

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di Omar Gargantini

Saipi 4,5: compie di fatto un solo intervento “vero”, d’istinto e pure fortuna, su Miguel Vitor al 36’, per il resto routine e due gol imparabili.

Arigoni 3: prestazione complicatissima. Si vede che non sta bene e siccome il Beer Sheva non è il Winterthur fa acqua ogni volta che lo si punta. Il primo gol arriva non a caso da lì.

Daprelà 3: al rientro dopo i “disastri” dell’esordio col Sion, conferma di essere in parabola discendente. Sbaglia il movimento sull’1-0, si fa saltare sul raddoppio, quasi sempre in affanno se preso in velocità.

Ziegler 3: al netto di un filtro in mediana che specie fino alla pausa non c’è proprio, anche lui patisce oltre misura Ansah. All’11’ rischia un clamoroso harakiri non sfruttato.

Valenzuela 3: serataccia anche per lui, che spinge poco ma soprattutto si perde l’uomo di riferimento su entrambe le azioni decisive.

Doumbia 3,5: nel primo tempo non trova la posizione, sempre in ritardo e in affanno. Un po’ meglio col centrocampo infoltito nella ripresa. Ma solo un po’…

Sabbatini 3,5: generoso quanto impreciso, sbaglia una marea di palloni “facili” e non riesce quasi mai a contrastare la mediana avversaria.

Haile-Selassie 3: fisicamente troppo leggero a questi livelli. Parte a destra come a Winterthur, ma qui non sfonda mai.

Bottani 5: è l’unico che abbia personalità e guizzi, ma è troppo solo. Suo il primo tiro, suoi i tentativi più insistiti. Spende tantissimo e cala alla distanza.

Mahou 3,5: ha più qualità di Haile-Selassie, ma va davvero troppo a intermittenza. Un po’ perché non lo cercano abbastanza, molto perché la gamba non c’è ancora.

Celar 3,5: quasi mai trovato, quasi sempre ingabbiato. Si libera una sola volta, nella ripresa, ma cicca il tiro in piena area.

Belhadj 4: entra bene, trovando subito il passo giusto e entrando spesso nel gioco. Diciamo un inizio beneaugurante.

Amoura 3,5: il solito Amoura. Che ha guizzo, scatto e giocate, ma che spesso si perde o esagera nei personalismi.

Babic: non giudicabile.

Croci-Torti 3,5: l’aveva pensata diversamente ma l’infortunio di Bislimi lo scombussola. Accetta di giocarsela con la mediana a due ma è una scelta troppo audace. Il Lugano crolla in primis proprio lì, non ha equilibrio in fase di copertura e quando viene ridisegnato è troppo tardi…

 
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