Con la guerra nel Golfo che non sembra arrivare a conclusione, nonostante la tregua stia al momento reggendo, la presenza dell’Iran agli imminenti Mondiali resta una grande incognita. Difficilmente la rappresentativa della Repubblica islamica potrà andare a giocare in casa di uno dei due Paesi che ha promosso il conflitto. E così, nei discorsi da bar, il nome dell’Italia come sostituta proprio dell’Iran ha iniziato da diverse settimane a fare capolino sulle bocche della gente.
Ha del clamoroso, però, se questa iniziativa esce dai bar per approdare direttamente alla Casa Bianca. L’inviato speciale in Italia di Donald Trump, Paolo Zampolli, ha infatti dichiarato in un’intervista al Financial Times di aver fatto richiesta alla FIFA di promuovere tale sostituzione. “Confermo di aver suggerito a Trump e a Infantino che l’Italia sostituisca l’Iran ai Mondiali. Sono italiano di nascita e sarebbe un sogno vedere gli Azzurri in un torneo ospitato negli Stati Uniti. Con quattro titoli, hanno la tradizione per giustificare l’inclusione”, ha detto Zampolli che già quattro anni fa aveva fatto simile richiesta in vista dei Mondiali in Qatar che si risolse in un nulla di fatto.
Ma ora c’è la guerra e quindi? Infantino ha più volte ribadito la certezza della partecipazione dell’Iran al prossimo Mondiale, l’ultima il 15 aprile scorso. Ma i discorsi da bar sono duri a lasciare la scena e ci sono ancora 49 giorni prima che il pallone inizi a parlare.

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Telegiornale 22.04.2026, 20:00












