C'è soddisfazione, ora serve l'exploit sportivo
C'è soddisfazione, ora serve l'exploit sportivo (Keystone)

"La UEFA ha ascoltato i nostri timori"

Dopo intense discussioni, Campana e il Lugano hanno ottenuto l'agognato cambio sede

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Israele doveva essere, e Israele sarà, dunque. Il Lugano, che sin dai primi segnali di crisi si era mosso per evitare la destinazione Beer Sheva (tra le opzioni contemplate anche un secondo match a Cornaredo, stavolta a porte chiuse), dovrà comunque intraprendere una lunga trasferta per continuare a cullare il sogno europeo: al termine di infinite discussioni, la scelta è ricaduta su Netanya, una trentina di chilometri più a nord di Tel Aviv. "Sono stati quattro giorni estremamente intensi - ha commentato il direttore generale Michele Campana - ne avremmo volentieri fatto a meno. Noi abbiamo cercato di rimanere il più possibile oggettivi; capiamo il punto di vista di tutti, ma ci vuole comprensione pure nei nostri confronti".

C'è chi ha avuto molta paura di partire, e magari non lo farà Michele Campana

Alla fine, com'è giusto che sia, ha vinto il buon senso. "La UEFA ha chiesto delle rassicurazioni alle autorità israeliane, ascoltando e difendendo le nostre preoccupazioni. Si è così arrivati alla soluzione di spostare la partita in un'area più lontana dalla Striscia di Gaza, anche se, nel Paese, la situazione sembra essere tornata ad una certa normalità", ha proseguito il dirigente. Malgrado le avversità, al seguito dei bianconeri non mancherà in ogni caso qualche temerario fedelissimo: "I tifosi erano già molto pochi, sia per lo scarso preavviso sia per le consuete difficoltà di viaggio verso Israele. C'è comunque chi è riuscito a resistere, ma parliamo di 10 massimo 12 persone".

 
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