Non solo i giocatori della Svezia ci credono, ma anche i tifosi, come l'attaccante del Lugano Alexander Gerndt, che spera di vedere la Nazionale delle Tre Corone andare fino in fondo senza guardare troppo se trovarsi di fronte la Svizzera sia un vantaggio: "La Svizzera meglio del Brasile? Certo, il Brasile noi lo vogliamo in finale", ha dichiarato il 31enne con una battuta.
La vera forza è l’identità di squadra, tutti lavorano per gli altri e c’è qualità
Alexander Gerndt
"Con la Svizzera sarà una partita interessante. Da noi sono tutti fiduciosi perché tranne gli ultimi minuti con la Germania, la fase a gironi è stata gestita molto bene", ha concluso la torre bianconera.
Le lavagne tattiche di Tito Tarchini mostrano come la Svezia abbia impressionato nella capacità di mantenere le linee molto corte e strette, con gli avversari in difficoltà a trovare una soluzione offensiva, che potrebbe essere quella di cercare le corsie laterali e il tiro dalla distanza.
"La Svezia alterna anche una pressione alta sull’avversario. Si cerca sempre di non lasciare il tempo e lo spazio di giocare. Una volta riconquistata la palla ci sono subito tre svedesi pronti ad attaccare in superiorità numerica", ha analizzato il capitano del Bellinzona, prima di chiudere guardando ai calci piazzati: "Loro sono forti fisicamente. Lindelöf calcia lungo, tre suoi compagni si piazzano sul centro destra e tre sul centro sinistra e tutti vanno a cercare di fare da torre, con un altro che resta al limite in caso di respinta".
Mondiali, l'intervista ad Alexander Gerndt (Piazza Rossacrociata 01.07.2018)
RSI Sport 01.07.2018, 19:36





