Dall'inviata a Brasilia Daniela Bleeke
Il Mondiale deve essere una festa e oggi a Brasilia lo è sicuramente. Fuori dallo stadio i tifosi arrivano in massa. Ecuadoriani, svizzeri e brasiliani, tutti insieme, tutti in modo pacifico. Anzi, sono tante, tantissime le foto ricordo miste, in cui i sostenitori delle diverse nazionali si mescolano inneggiando al priorio paese. "Hopp Suisse, hopp Suisse", "Ecuador, Ecuador", canti, musica e strombazzate.
La gente si diverte e festeggia insieme, volano pronostici, "Vinciamo noi uno a zero", "No, vinciamo noi", "L'Ecuador arriva in finale ma poi trionfa il Brasile". Vedo un superman tutto giallo, tre elvetici pitturati di rosso con la croce sul petto, uomini mascherati e persino una coppia vestita da Minnie e Topolino.
All'entrata dello stadio sento parlare italiano. È una signora vestita di rossocrociato e mi fermo a parlare con lei, chiedendole da dove venga. "Sono ticinese, ma cinquant'anni fa mi sono trasferita in Svizzera interna. Mio marito purtroppo non c'è più e ho iniziato a viaggiare. Domani andiamo a Porto Seguro, e poi da lì continuiamo a seguire la nostra squadra". Giuseppina è disposta anche ad allungare il suo viaggio: "Peccato solo che non si vada a Rio de Janeiro", conclude. A meno che non si arrivi in finale...
Aspettando Svizzera-Ecuador







