Dall’inviata a Porto Seguro Daniela Bleeke
Dopo oltre tre settimane è giunto il momento di lasciare Porto Seguro. Il cammino della Svizzera continua a San Paolo e, nella migliore delle ipotesi, continua a Brasilia per poi tornare a San Paolo e infine concludersi a Rio de Janeiro. Quindi la base nella città bahiana non è più né comoda né necessaria. Come credo diversi giocatori e alcuni di noi, vado via con un bel ricordo.
È vero, siamo stati lì per lavoro, ogni giorno senza sosta, ma il mare, le palme e soprattutto la gente del posto hanno facilitato non poco il nostro compito. La felicità delle persone di poter ospitare una Nazionale come quella elvetica si assaporava dovunque e ognuno a cui dicevi di essere svizzero ti assicurava di tifare per i rossocrociati, naturalmente dopo il Brasile.
Ma più di questo a impressionarmi è stata la gentilezza naturale che ho avuto il piacere di vivere. La signora che mi ha abbracciato davanti allo stadio dicendomi che era contenta del nostro arrivo: “Qualsiasi cosa hai bisogno, io abito in quella casa”. La madre incontrata in gita con sua figlia che mi ha regalato il loro cioccolato e il suo braccialetto portafortuna. Il signore visto una volta che mi riconosce mentre cammino per strada e mi dà un passaggio. La gente, è questa la vera bellezza di Porto Seguro.
L'album dei ricordi


