Dall'inviata a Porto Seguro Daniela Bleeke
La giornata è calda e afosa, ma visto che ho un paio di ore di tempo decido di esplorare la zona intorno al nostro resort. Mi hanno detto che a dieci minuti c'è un paesino tipico e allora m'incammino sotto il sole cocente dirigendomi verso nord. L'inizio non è dei più promettenti, terreni incolti si alternano ad alberghi abbandonati e la stazione del bus cade a pezzi.
Ma poi le cose migliorano, un negozio di antiquario fa da preludio a botteghe indigene nascoste da statue. Sono ormai entrata a Santa Cruz Cabrália, paese che ospita la Nazionale tedesca. Continuo sulla mia strada ed ecco che, sorpresa, tra i vari alberghi vedo un'insegna che mi punta dritto al cuore: Hotel Ticino. Incuriosita di trovare qua un pezzo della mia terra entro a curiosare, ma oltre a un cagnolino che mi abbaia addosso non vedo nessuno.
Torno quindi sui miei passi e dopo pochi metri si inizia a intravvedere la zona prettamente turistica. Ragazzi mi esortano a scegliere il loro ristorante, un venditore ambulante mi offre del mais. Infine arrivo alla "shopping mile", la percorro ammirandone la bellezza e varietà e arrivo a un desolato campo di calcio. Lo attraverso e al di là sembra quasi di essere in paradiso.
Da Porto Seguro a Santa Cruz Cabrália


