Il Lugano ha subito una vera e propria lezione di pragmatismo nella 4a giornata di Super League. Il Grasshopper si è imposto per 6-1, dopo aver già chiuso il primo tempo in vantaggio di tre reti grazie alla concretezza nello sfruttare tutti gli errori, per altro grossolani, commessi dagli ospiti.
I ragazzi di Zeman, con in campo dal primo minuto Josipovic al posto di Rossini rispetto all'11 iniziale schierato contro il Vaduz il weekend scorso, nonostante tutto hanno mantenuto durante tutto l'incontro un atteggiamento positivo, provando a minacciare Vasic. Le occasioni sono state piuttosto scarse al di là del gol e del palo, ma il Lugano ha pagato caro i troppi e gravi pasticci commessi.
Le Cavallette, che nell'ultima sfida tra le due squadre datata 28 aprile 2002 si erano imposte per 2-1, hanno avuto subito la strada in discesa, grazie alla rete dopo 28" di Ravet, abile a infilarsi nella difesa sottocenerina. Nel giro di 7' a cavallo della pausa, la formazione dell'ex Tami, che ha guidato i bianconeri nel 2002-03, è andata in rete in altre tre occasioni con Caio, Tarashaj e Dabbur, sfruttando errori individuali del reparto arretrato ticinese.
Il palo di Tosetti, entrato nel 2o tempo come Padalino (che ha preso il posto di un disastroso Veseli), ha dato il là all'azione che ha portato al rigore trasformato da Bottani (58'), prima che ancora Tarashaj al 67' su schema da calcio d'angolo e l'ex Basic allo scadere chiudessero i conti.
Grasshopper - Lugano







