Secondo il 29enne portiere la situazione è stata sottovalutata in Svizzera
Secondo il 29enne portiere la situazione è stata sottovalutata in Svizzera (Keystone)

"Non sono sorpreso che ci siano dei positivi"

Roman Bürki stupito dalle blande misure anti COVID-19 in vigore in Super League

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Roman Bürki, tornato in Svizzera per "staccare" e stare in famiglia dopo la fine della stagione di Bundesliga, ha notato alcune differenze tra le precauzioni prese nelle due nazioni per rapporto al coronavirus: "Rispetto alla Germania qui bisogna portare molto meno di frequente la mascherina", ha dichiarato in un'intervista rilasciata all'ATS il portiere del Borussia Dortmund.

A livello calcistico, il 29enne non è sorpreso delle positività riscontrate in Super League: "Era solo questione di tempo, se non si fanno test regolarmente. Come sportivo poi, visto che in diversi luoghi pubblici non ci sono misure particolari, bisogna fare ancora più attenzione. A noi veniva fatto il tampone due volte a settimana. Non so precisamente come sono le disposizioni qui, ma noi avevamo la mascherina sul bus, in panchina e fino sulla porta di casa. Non solo per la nostra salute ma per quella di tutti coloro che ci sono vicini".

Ho la sensazione che in Svizzera il problema sia stato sottovalutato Roman Bürki

"Dalla ripartenza noi non abbiamo avuto nemmeno un caso positivo. In Svizzera si è deciso pure di fare entrare gli spettatori. In Bundesliga non sarebbe mai successo che una U21 prendesse il posto della prima squadra. La nostra sconfitta per 4-0 contro l'Hoffenheim all'ultima giornata ha già fatto scattare le polemiche senza che fosse coinvolto il coronavirus...".

Lucien Favre si preoccupa di ogni giocatore della rosa e ognuno si sente valorizzato. Nessuno a Dortmund ha mai avuto una media punti così alta. Non abbiamo vinto e ci dispiace, ma le critiche sono immeritate Roman Bürki
 
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