dall'inviato a Vancouver Severino Piacquadio
Se ci sia sotto lo zampino del comitato organizzatore locale, è difficile saperlo e un po' vittimistico sospettarlo. Quel che è certo è che la Svizzera dopo la qualificazione agli ottavi di finale, e saputo dell'accoppiamento col Canada, non ha ricevuto quel che si può definire un trattamento di favore. Al contrario.
La squadra ha avuto conferma definitiva del volo da Edmonton a Vancouver soltanto giovedì mattina. E l'aereo ha riportato le elvetiche a ridosso del Pacifico appena ieri nel tardo pomeriggio ora locale. Non in tempo dunque per poter svolgere l'allenamento, che già il giorno prima non era stato effettuato, se non dalle riserve. Le titolari erano state tenute a riposo dopo i 90 minuti contro il Camerun. Non è dunque la maniera migliore di avvicinarsi alla partita del BC Stadium, contro le padrone di casa, nella notte tra domenica e lunedì. In definitiva rimarranno la seduta di oggi, e la classica presa di contatto dell'immediata vigilia con l'erba sintetica del terreno di gioco. Quanto alle canadesi, sono a Vancouver da martedì, e si stanno allenando senza intoppi logistici.
Vedremo allora se questo avrà un'influenza sul rendimento delle ragazze di Martina Voss-Tecklenburg, ferme in pratica da 48 ore, a parte una leggera sessione indoor nella palestra dell'hotel dove soggiorneranno da qui a, si spera, sabato 27 giugno, giorno del quarto di finale che vedrà impegnata la vincente della sfida Svizzera-Canada contro Norvegia o Inghilterra.
Intanto si conosce l'entità del premio versato dall'ASF alle ragazze per l'approdo agli ottavi di finale: 50'000 franchi. In totale, ovviamente, e da dividere tra tutte le selezionate.







