Calcio

Perché Renzetti no e Constantin sì?

Ecco il motivo per cui il presidente del Lugano non poteva sedersi in panchina

  • 01.10.2018, 12:35
  • 4 maggio, 20:25
Una presenza che ha fatto discutere

Una presenza che ha fatto discutere

  • rsi.ch
Di: RSI Sport 

Tra i vari motivi di discussione emersi dopo il match tra Lugano e Basilea di domenica vi è anche la questione legata alla presenza del presidente Angelo Renzetti sulla panchina bianconera. Dopo pochi minuti dal calcio di avvio il numero uno luganese ha infatti lasciato la tribuna e si è seduto a fianco dello staff tecnico. Una presenza durata però pochissimo tempo, in quanto, appena accortosi della presenza di Renzetti, il quarto uomo ha subito chiesto a Marco Padalino, assistente del tecnico Guillermo Abascal, di far riaccomodare il presidente in tribuna.

Una scenetta ripresa dalle telecamere e che ha sollevato un dilemma. In molti - anche sui nostri social media - si sono infatti chiesti: perché Renzetti non può andare in panchina mentre ciò è permesso a Christian Constantin? La risposta è piuttosto semplice. Come ben ci ha spiegato l'ex capo degli arbitri svizzeri Francesco Bianchi, chiunque può sedersi in panchina: l'importante è che questa persona faccia parte del club e che, soprattutto, il suo nome sia stato inserito nel foglio partita consegnato agli arbitri prima dello stesso match. E proprio qui sta la differenza tra le due situazioni: il presidente del Sion si fa inserire nella lista, mentre Renzetti non l'ha fatto. E in questo caso non può sedersi in panchina, ma nemmeno stare sul campo da gioco.

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SL, Angelo Renzetti scende in panchina (30.09.2018)

RSI Sport 30.09.2018, 16:23

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