dell'inviato Omar Gargantini
Altro giro, qualche conferma e alcune smentite, qualche riscatto e alcune disillusioni. I valori si delineano, sono già (o solo?) in tre agli ottavi, quelle che hanno bissato la vittoria iniziale. L'Ucraina, per contro saluta l'Europeo. Bye bye.
Il podio della seconda giornata ora:
La Spagna, per distacco. Fenomenale nel ritrovare il gioco e l'efficacia che l'ha resa famosa e soprattutto vincente. Bentornata.
La Polonia: non bellissima ma solida. Alcuni big ancora in rodaggio eppure imbattuta ed inviolata. Da evitare.
Il Belgio, che pur non entusiasmando alla distanza scaccia i fantasmi di una crisi profonda e si rilancia. Ma per arrivare in fondo è difficile che possa bastare.
Tra i singoli su tutti Morata, sua la prima doppietta del torneo. La Spagna ha forse trovato un uomo-gol capace di sdoganare l'ingombrante ricordo del tandem Villa-Torres; ma anche Sturridge l'incendia-rimonte e Kleinheiser, emblema di un'Ungheria che non si arrende.
I flop: l'inguardabile Turchia e con essa l'irroconoscibile Turan, la malinconica Ucraina, il tandem Svezia-Irlanda di una noia mostruosa. E ovviamente CR7, emblema di un calcio spocchioso fatto di gel-sorrisi-pose e quant'altro ma che ha sbagliato un rigore decisivo.
Da stasera intanto avremo le prime classifiche definitive: per la Svizzera secondo posto minimo sindacale, ma per alimentare i sogni ci vorrebbe un'impresa. Finalmente un'impresa. A naso Romania e Albania entrambe fuori.







