di Silvio Reclari
Quello che risponde al telefono è un Angelo Renzetti diviso a metà. Da una parte il presidente del Lugano è ancora un po' deluso per la sconfitta interna di ieri nello scontro diretto con il Servette, dall'altro è comunque soddisfatto per l'ottenimento della licenza in prima istanza, anche se resta quel piccolo e fastidioso neo dell'eventuale referendum sul nuovo stadio.
Presidente Renzetti, per la sesta volta di fila avete ottenuto la licenza in prima istanza.
Anche se ormai è una consuetudine, sono molto contento. Purtroppo però restiamo legati all'esito dell'eventuale referendum.
C'è preoccupazione al riguardo?
In realtà penso che sia giusto avere una sana preoccupazione, perché nella vita non bisogna dare mai niente per scontato.
Questa spada di Damocle del referendum può influenzare eventuali acquirenti del club?
Ormai al riguardo siamo alle solite. Il COVID ha messo in ginocchio diversi interlocutori e l'offerta è stata minima. Io penso però che se qualcuno vuole veramente una cosa è anche disposto ad accollarsi qualche rischio.
Arrabbiato per la sconfitta di ieri col Servette?
Arrabbiato no, almeno non più, ma sono ancora un po' deluso. Mi spiace anche per i tifosi, perché se fossimo andati a +5, con una squadra solida come la nostra, eravamo quasi in Europa. Tuttavia non è ancora finita!
Il percorso verso la qualificazione europea si è complicato, ma siete lì. In caso di partecipazione, la nuova Conference League è una competizione attraente?
Secondo me lo sarebbe molto. Intanto i preliminari sarebbero in casa e giocare a Cornaredo sarebbe una bella soddisfazione, visto quanto abbiamo penato nelle precedenti esperienze. Poi in caso di accesso ai gironi i guadagni non sarebbero così distanti dall'Europa League.
Un'ultima cosa, come siamo messi con il rinnovo di mister Jacobacci?
Se resto alla testa del club rinnovo tutto lo staff.

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RSI Sport 25.04.2021, 18:16




