Riannodiamo il filo del discorso. In fondo, dall’ultimo appuntamento sono passati più di tre mesi. Nelle “puntate precedenti” avevamo lasciato una Svizzera bella, concreta e soprattutto vincente. Il 2025 è stato più che soddisfacente, culminato con una qualificazione agevole in un gruppo tutt’altro che semplice. Oggi si riparte, con in testa il Mondiale. Lo sa bene il direttore delle squadre nazionali Pierluigi Tami: “La pausa è stata lunga, ma il nostro lavoro non si è fermato, fatto di incontri e programmazione. La speranza è ritrovare quell’unione e quella forza viste negli ultimi mesi, perché il nostro obiettivo è confermarci ai migliori livelli”.
Per questo primo ritiro del 2026 la Nazionale ha scelto di tornare nella tranquilla Horben, in Germania, a ridosso del confine svizzero. Nel silenzio di un paesino di meno di mille abitanti torna chi, negli ultimi mesi, aveva fatto rumore: Noah Okafor, che a novembre aveva espresso pubblicamente il suo malumore per la mancata convocazione da parte di Yakin. Non era stato convocato giovedì per un problema fisico che lo aveva tenuto lontano dai campi nelle ultime settimane. Sabato ha però giocato una ventina di minuti con il Leeds e, alla luce dell’infortunio di Ugrinic, è arrivata in extremis la chiamata: il 25enne ritrova così il rosso della Nati dopo più di un anno.
Con lui c’è stato un incontro positivo, uno scambio arricchente. Ci siamo spiegati, Murat Yakin ha chiarito la sua posizione e Okafor ha capito. Ogni giocatore ha un ruolo ed è importante rispettarlo. Il rapporto è stato ricucito ed è sicuramente una risorsa importante, si tratta di un giocatore di grande qualità
Pierluigi Tami
Per il resto, tra i convocati, poche sorprese, c’è Alvyn Sanches, in grande forma nelle ultime settimane con l’YB; non ci sono invece Athekame e Britschgi, che ben si stanno comportando in Serie A. Si è preferito, per ora, lasciarli alla U21 di Alex Frei. I prossimi intrecci (amichevoli) saranno contro Germania e Norvegia, avversari forti che diranno a che punto è la Svizzera. Perché, come spiegato da Tami, affrontare squadre di alto livello aiuta a non abbassare l’intensità. Fare bene, per lanciarsi in questo 2026. Fili da riannodare, un vestito da tessere: l’abito della festa da indossare a giugno, oltre l’Oceano.

Nazionale, l’intervista a Pierluigi Tami (23.03.2026)
RSI Sport 23.03.2026, 17:10

Rete Uno Sport
Rete Uno Sport 23.03.2026, 12:50
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