dall'inviato a Montpellier Silvio Reclari
In fase offensiva ci manca qualcosa. Questa è la sensazione che affiora dopo la pur buona partita con la Francia e la certezza che ne scaturisce dati alla mano al termine del girone di qualificazione. Nelle tre partite disputate a Euro 2016 la Svizzera ha realizzato solo due gol e se contro Albania e Romania i rossocrociati avevano fallito diverse occasioni da rete (13 tiri nello specchio), contro la Francia non hanno mai calciato in porta, nonostante l'ottima gestione del gioco e un possesso palla superiore.
Sul banco degli imputati ci è finito inevitabilmente l'attacco in generale e Xherdan Shaqiri in particolare. Il mancino dello Stoke City ha disputato una brutta fase a gruppi e non sembra vedere la luce in fondo al tunnel. Mai realmente pericoloso in nessuno dei tre match, XS23 fatica a saltare l'uomo, a inventare per i compagni e ieri sera ha battuto male pure i calci da fermo. Se non altro non si può dire che non si stia impegnando e pare che abbia anche ritrovato la giusta intesa con il compagno di corsia Stephan Lichtsteiner, ad immagine del cinque scambiato dopo pochi minuti contro i Galletti. Resta però un'involuzione e un momento negativo di difficile spiegazione, perché con il ritorno sull'amata fascia e per quanto visto nell'amichevole di preparazione contro il Belgio, Shaqiri sembrava davvero in palla e pronto a spaccare il mondo, o almeno l'Europeo.
Per effettuare un ulteriore salto di qualità, indispensabile per poter sperare di vincere una partita a eliminazione diretta e approdare ai quarti, bisogna assolutamente migliorare negli ultimi venti metri e quindi recuperare Shaq, che al suo meglio sarebbe sicuramente in grado di riaccendere la luce dell'attacco di questa Nazionale, oppure gioco forza metterlo da parte, perché in questo momento non sta portando un valore aggiunto alla squadra.







