Il patron imputa in particolare al proprio tecnico l'utilizzo di Holender quale punta centrale
Il patron imputa in particolare al proprio tecnico l'utilizzo di Holender quale punta centrale (freshfocus)

"Sono un po' deluso e un po' arrabbiato"

Non convinto da alcune scelte tecniche, Renzetti vede il bicchiere mezzo vuoto

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Chiamato a vincere per tenere vive concrete possibilità di passaggio ai sedicesimi, con il pareggio a reti inviolate ottenuto ieri a San Gallo il Lugano rischia di aver irrimediabilmente compromesso il proprio cammino europeo. Vista la piega assunta dall'incontro, i tre punti parevano facilmente alla portata di Maric e compagni, ragion per la quale a prevalere nel presidente bianconero Angelo Renzetti è un sentimento di rammarico: "Sono un po' deluso e un po' arrabbiato, perché non possiamo lasciarci sfuggire queste partite per esperimenti del cavolo. Se devo farne uno, metto Franklin Sasere, almeno so che è una prima punta. Vincere era importantissimo". 

Sasere è grande e grosso ma corre come un demonio Angelo Renzetti

Pur concordando con il mai banale numero uno sulla grande occasione persa, il tecnico Maurizio Jacobacci non ha nulla da imputare ai suoi ragazzi, cui al solito ha fatto difetto la lucidità sotto porta. "Non posso rimproverare niente alla mia squadra. Ha cercato in tutte le maniere di andare in gol, verticalizzando sempre. Ancora una volta però c'è stato anche il portiere che ci ha messo una mano - ha chiosato il 56enne - manca un pizzichino di qualità tecnica, ma impegno e volontà mi sono piaciuti molto".

Sasere deve migliorare sul piano tecnico, ma effettivamente ha un bel fisico. In futuro potrà essere un giocatore molto importante per il Lugano Maurizio Jacobacci

E sul mancato utilizzo di Gerndt dal primo minuto, lo stesso mister si è così giustificato: "È partito dalla panchina perché sappiamo di avere un match parecchio impegnativo anche domenica, quindi, venendo da una partita molto intensa col Lucerna, non volevamo rischiare un infortunio".

 
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