di Omar Gargantini
Saipi 5: la paratona di piede tutta istinto al 27' su Schmied tiene a galla il Lugano nel momento più complicato. Prima e dopo solo ordinaria amministrazione.
Arigoni 4: poco lucido ma molto generoso, trova spesso il timing giusto (specie alla distanza) per dare profondità alla fascia destra, ma quasi mai la giocata efficace.
Hajrizi 3,5: ha la tendenza a buttarsi avanti, non sempre in maniera coerente, lasciando qualche varco di troppo nel primo tempo. Nella ripresa invece rimane a fare da alter ego di Daprelà, quando in superiorità servirebbe invece un riferimento capace di impostare.
Daprelà 4,5: con Sio è duello di grande spessore fisico, che il numero 30 porta a casa dovendosi spremere al massimo. In definitiva però, missione compiuta, perché i vallesani chiudono a zero.
Hajdari 4: Croci-Torti gli chiede di sacrificarsi da terzino sinistro e si vede che non è a proprio agio. Partita condizionata anche da un paio di colpi subìti in avvio.
Macek 4,5: molto mobile, tuttocampista, si dà un gran daffare cercando di garantire lucidità nelle giocate. Cala comprensibilmente alla distanza prima di essere sostituito.
Doumbia 5: giocatore irrinunciabile, difatti è quello che Croci-Torti non sostituisce mai. Onnipresente, sa congelare il pallone trovando la posizione adeguata, sa impostare e sa chiudere. Il 2-0 lo ispira lui.
Sabbatini 4,5: anche il capitano è in continuo movimento, la mediana nel primo tempo è il reparto migliore non per niente. Esce pensando anche alla settimana inglese, ma che si vinca con lui fuori è decisamente casuale.
Steffen 4,5: nel primo tempo fatica a trovare la posizione in un tridente che tridente non è. Poi, però, pian piano carbura, emerge la sua personalità quando ormai la luce si sta spegnendo. E nell'assalto finale fa la differenza in positivo.
Bottani 3,5: non riesce proprio a ritrovarsi, pur cercando posizione e palloni buoni. Solo un paio di lampi estemporanei alla distanza, ma nell'insieme è molto lontano dalla miglior condizione.
Aliseda 4: è forse il più sacrificato in assoluto in quella posizione di "centravanti" che gli toglie campo e spazi. Quando alla distanza saltano un po' tutti gli schemi si abbassa e si allarga e torna a essere molto utile.
Valenzuela 4,5: entra quasi in punta di piedi, a voler saggiare la tenuta del proprio corpo. Poi però carbura e spinge come un ossesso, fino al tap-in che fa esplodere Cornaredo.
Belhadj 3,5: ha una voglia persino esagerata di tornare a sentirsi giocatore vero dopo l'infortunio e allora rovina tutto con due gialli ingenui quanto ineccepibili.
Amoura 4,5: non sembra l'idea più azzeccata dovendo aggredire una difesa schierata, ma ciononostante la sua "anarchia" in un finale come quello odierno si rivela importante.
Celar 4,5: un quarto d'ora scarso per ritrovare ritmo, sensazioni e partita. Ma soprattutto per ribadire quanto sia imprescindibile per dare peso alla manovra offensiva. Bentornato bomber.
Croci-Torti 4: sceglie il 4-3-3 con i mediani a tuttocampo e di nuovo come a Ginevra un tridente "falso" che difatti non sfonda. Sperava di chiuderla con le palle ferme, ci riesce pescando gli uomini giusti dalla panchina.






