dall'inviato Omar Bergomi
Tre sconfitte in tre partite. La verità nuda e cruda è che, malgrado la parziale reazione nella ripresa di Ginevra, la strada della Svizzera in Nations League si complica sempre più, con la Lega B che al giro di boa appare purtroppo pericolosamente vicina.
Il buon secondo tempo offerto da Xhaka e soci, che non è bastato ad impedire il ko per 1-0 con la Spagna, sembra paradossalmente dare ancora meno certezze agli uomini di Yakin. Perché le due facce mostrate nell'arco dell'incontro dimostrano senz'altro che i rossocrociati sono ancora capaci di essere quella squadra ammirata fino a non molto tempo fa e capace di arrivare fino ai quarti degli Europei e di qualificarsi direttamente ai Mondiali, ma al contempo viene da chiedersi come mai questo atteggiamento non sia sempre presente, ma anzi in queste ultime uscite si faccia vedere sempre meno.
Nei primi 45' i rossocrociati sono apparsi trattenuti, badando soprattutto a mantenere le linee corte e a chiudersi davanti all'area, come una "piccola" o una "provinciale", un modo che la selezione elvetica utilizzava anni fa contro le superpotenze europee quando ancora non era al livello odierno, con la conseguenza però che la palla non la si vede praticamente mai. Nella ripresa l'aggressività e la voglia messe in campo sono state decisamente maggiori e, sebbene la fatica nel trovare il gol sia ormai caratteristica atavica della Nati, l'impressione è che il giocare a visto aperto si addica di più a questa squadra. A patto però di non fare come a Lisbona. I tre ko complicano dunque le cose in Nations League, ma potrebbero però servire in ottica Qatar, poiché il tempo per mettere in chiaro le cose ancora c'è, ma una decisione va presa in fretta: cosa vuoi essere Svizzera, vuoi essere piccola o vuoi essere grande?

Nations League, highlights di Svizzera-Spagna (09.06.2022)
RSI Sport 09.06.2022, 23:10






