Rachel Daly a braccia alzate dopo il trionfo
Rachel Daly a braccia alzate dopo il trionfo (Keystone)

Un Europeo che lancia il futuro

Il calcio femminile ha sfruttato al meglio l'importante vetrina mediatica

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dall'inviato in Inghilterra Antonio D'Autilia

87'192 spettatori (record assoluto per gli Europei di calcio) per la finale, migliaia di persone nelle fan zone create apposta per l’evento e più di 570'000 persone allo stadio distribuite in quasi un mese di torneo. I numeri raggiunti in questo Euro 2022 parlano di una manifestazione perfettamente riuscita. La partecipazione è stata senza precedenti e la passione del pubblico è cresciuta con l’avvicendarsi delle partite. Complice di tutto questo, il cammino trionfale della Nazionale di casa, quell’Inghilterra che iscrive per la prima volta il suo nome nell’albo d’oro e lo fa sotto la guida di Sarina Wiegman, autentico genio della rassegna continentale, visto che la stessa impresa (ed è una prima nella storia) l’aveva completata nel 2017 come allenatrice della sua Nazionale, quella dei Paesi Bassi.

Possiamo dire, senza timore di smentita, che il calcio femminile ha sfruttato appieno l’occasione e sull’onda del Mondiale 2019, oltre che di un accresciuto interesse generale riscontrabile anche nelle manifestazioni per club, ha mostrato in questo mese di luglio il suo lato migliore. Lo spettacolo dal punto di vista tecnico e tattico non è mancato, soprattutto nelle sfide ad eliminazione diretta, dove si è visto un gioco qualitativamente notevole proposto da giocatrici professioniste e allenate da professionisti (non un semplice dettaglio). Staff più completi e più competenti hanno permesso alle grandi Nazionali europee di evolvere ulteriormente e non sono pochi coloro, inizialmente scettici, che si sono ricreduti.

La sfida per il futuro è lanciata, l’accresciuta copertura mediatica ha spinto molti marchi commerciali ad accostarsi, a volte in maniera esclusiva, a club, giocatrici o allenatrici. Il mercato del calcio femminile è in evoluzione e soprattutto non costringe ad investimenti mostruosi. Un terreno da coltivare con cura che economicamente potrebbe rivelarsi molto fruttuoso, visto che si parla di uno sport che statisticamente interessa prevalentemente ai giovani (a volte giovanissimi) e alle loro famiglie, con una percentuale di uomini e donne che praticamente si equivale. Un prodotto quindi destinato a migliorare per qualità e interesse, che in vista delle manifestazioni future, intanto a posto l’asticella molto in alto.

 

 

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