Il fronte
Il fronte "latino" ha combattuto ad armi impari (Keystone)

Un voto senza se e senza ma

Il commento di Omar Gargantini sulle odierne decisioni della SFL

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di Omar Gargantini

È stato un (doppio) voto inequivocabile. Il calcio svizzero ha voglia di ripartire, pur con tutte le difficoltà del caso (in primis l'obbligo di giocare a porte chiuse con perdite finanziarie non indifferenti) e nel contempo ritiene prematura un'eventuale riforma. Lo aveva detto ad aprile, lo ha ripetuto oggi. Senza se e senza ma: evidentemente la perdita di velocità nelle coppe europee non viene imputata alla formula attuale.

Lugano e Sion hanno combattuto ad armi impari e sono stati sconfitti, il "fronte latino" non ha peso politico contro la maggioranza svizzero-tedesca. Così è e bisogna (una volta di più) prenderne atto. Sarebbe ingenuo del resto esserne sorpresi, le superpotenze sono YB e Basilea, il comitato della SFL parla lo schwiizerdütsch. Non esiste la solidarietà tra i club, rispetto all'hockey il calcio è in netto ritardo.

Si torna in campo dunque, a ritmi pazzeschi (13 partite in poco più di 40 giorni!) per la gioia di chi detiene i diritti TV e saranno diversi i problemi da gestire ed affrontare. Gli infortuni, i contratti in scadenza, l'utilizzo o meno dei prestiti elargiti dalla confederazione. Senza oltretutto poter pianificare la stagione successiva che partirà già a metà settembre. Saranno mesi di fuoco, in ballo per molti ci saranno la sopravvivenza sportiva ma drammaticamente anche quella societaria.

 
 
 
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