Nel giorno del successo dello Zurigo in campionato nella sua Basilea, Murat Yakin è stato ospite della Domenica Sportiva per parlare di calcio ma non solo. Il selezionatore della Svizzera ci ha svelato qualche segreto sulle sue passioni (tra il buon cibo e il golf), regalato qualche riflessione sull'importanza della sua famiglia, sul percorso di integrazione per un "secundo" e di cosa si aspetta dalla Nazionale in Nations League in vista dei Mondiali.
Il 47enne ha fatto buon viso a cattiva sorte, sottolineando come per il suo attuale ruolo il titolo degli zurighesi porta dei punti molto positivi: "Aggiungendo uno FCZ in grado di vincere a Basilea e Young Boys ho più giocatori di qualità tra i quali scegliere. Sulla carta non avevano elementi eccelsi, ma il gruppo ha fatto la differenza".
Abbiamo molti giovani interessanti in Svizzera che hanno già avuto la possibilità di giocare nelle coppe europee
Rituffandosi nella cavalcata verso la qualificazione al Mondiale, l'allenatore ha sottolineato come "pur dovendo far fronte a pesanti assenze, abbiamo sfruttato da una parte il fatto di avere un campionato che parte prima rispetto agli altri, dall'altra la capacità di chi è stato chiamato in causa per sostituire gli altri di cogliere la sua opportunità sfruttando il fatto di avere già il ritmo nelle gambe. Si è creata una dinamica eccezionale che ci ha permesso di avere la meglio sull'Italia. Abbiamo decisamente giocato meglio contro di loro rispetto a quanto fatto agli Europei".
Riforma della Super League? Ora ci sono le infrastrutture e la possibilità di allargarla, così da dare alle società la possibilità di programmare meglio
A livello personale, dopo aver svelato di essere molto goloso, Yakin ha sottolineato l'importanza della famiglia: "Eravamo sette fratelli e una sorella, abbiamo fatto sempre squadra, sostenendoci anche quando non tutto funzionava. La cultura svizzera era più presente, ma c'era anche quella turca, e ci permetteva di rispettare tutte le altre culture presenti in Svizzera. Per me è stato interessante tutto il percorso di integrazione: oggi non si parla nemmeno più di "secundo" e per la generazione odierna è tutto più facile. Hanno i manager e sono più protetti".
Pure per questo io e Hakan siamo stati sempre giocatori di squadra: vinciamo insieme ma perdiamo anche insieme, e da qui ripartiamo per migliorarci
Da giocatore "vestire la maglia della Nazionale è stato bellissimo, anche se non c'era l'euforia di oggi e pochi andavano all'estero, che rimaneva un sogno. Come Sforza per esempio. Si stava costruendo la Nazionale per avere la possibilità come svizzeri di andare all'estero. È un onore ora esserne l'allenatore e di avere riguadagnato il ritmo delle migliori. In Nations League vogliamo far vedere di sapere giocare bene, preparandoci nel contempo per Qatar 2022".
Mi piace il calcio di oggi, perché il calcio bello non smette mai di crescere
Nazionale, l'intervista a Murat Yakin parte 1 (La Domenica Sportiva 01.05.2022)
RSI Sport 01.05.2022, 20:48
Nazionale, l'intervista a Murat Yakin parte 2 (La Domenica Sportiva 01.05.2022)
RSI Sport 01.05.2022, 21:10
Nazionale, l'intervista a Murat Yakin parte 3 (La Domenica Sportiva 01.05.2022)
RSI Sport 01.05.2022, 21:25

