Dall’inviato all'Alpe d'Huez Luca Pedroni
La settimana delle Alpi al Tour de France si appresta a proporre il suo atto finale, la scalata dell’Alpe d’Huez. Questa salita mitica è un vero e proprio simbolo nel mondo del ciclismo. Un traguardo dove tutti vogliono scrivere il loro nome nell’albo d’oro, per entrare in una cerchia prestigiosa che comprende anche Coppi (primo vincitore nel 1952), Zoetemelk, Hinault e Pantani.
Mai l’Alpe era stata scalata così tardi, creando attesa nei tifosi, che già da mesi hanno pianificato il viaggio da ogni parte del mondo verso questo comprensorio sciistico della Regione dell’Isère. Ai piedi della salita, nel paese di Bourg d’Oisans, abbiamo incontrato un gruppo di amici di Neuenkirch (Canton Lucerna).
Edith ha deciso di realizzare un sogno del marito Walter, portandolo alla Grande Boucle per festeggiare il sessantesimo compleanno: “Ha sempre desiderato andare al Tour, così siamo venuti quest’anno con alcuni amici che sono qui per l’ottava volta”. La corsa a tappe francese per lei è un vero e proprio evento: “Il Tour è una grande famiglia. È un mix di ambiente, febbre dei tifosi, di attesa della gara…e poi si riparte, si impacchetta tutto e ci si sposta alla tappa successiva per cercare un posto, e magari c’è pure da lottare per trovarlo”.
Tour de France, l'intervista ai tifosi dell'Alpe d'Huez (24.07.2015)
RSI Sport 25.07.2015, 00:56





